domenica 24 novembre 2013

Disastro in Sardegna - Flooding in Sardinia

[English]

It’s a long time since my last post on my forum. This overly long absence is due to some problems related to the Company I had to face in the meantime, plus something a lot more important. For this reason, this post has nothing to do with M2Tech nor with more general technical or market topics.

On November 18th, a storm hit the island of Sardinia, my homeland, with a “bomb of water” which left more water on the ground than usually falls in 6 months. Almost all island suffered damages and causalties (16 up to now, and a shepherd who was rescuing his herd is still missing).

My family is lucky enough to live in Sassari, a town laying on the top of a hill. Many friends were less lucky: some of them had their home invaded by water up to 1.5-2m and their cars taken away by the flood.

Olbia, the main town of North-West county called Gallura and one of the main hubs for summer tourism travels, has suffered the worst: there are hundreds homeless people, families who lost everything, if not their lives. Water is missing due to extended damages to water pipes and sea water processing plants.

Sardinia is a very poor land. Their inhabitants are proud people who descend from one of the ancient “sea people” who fought Pharaons more than 4000 years ago, so they won’t ask you for any help. But they need it.

You can donate to contribute to their effort to get back their lives. If you’re reading from a foreign Country, you may feel too far from Sardinia to contribute, but it’s not like this: please take the time to visit this website (http://sardegna.blogosfere.it/2013/11/donazioni-alluvione-sardegna-ecco-come-fare-tutti-i-numeri-e-i-conti-correnti-utili.html) with a list of ways to donate. It’s in Italian but Google may help you to translate.

And if you think to go to Sardinia for vacations to spend some money there and help local economy, then please consider that most of the hotels, restaurant and holiday camps in famous tourism areas like Costa Smeralda are owned and managed by people and companies not residing in Sardinia. Then, you may prefer to go to one of the many B&B being opened in the inner part of the island or choose one of the “distributed hotels” with which people are trying to keep old villages alive. Please let your money you spend in Sardinia go to Sardinians to be spent and used in Sardinia.

[Italiano]

E’ da tanto che non posto più sul mio forum. Questa lunga assenza è dovuta ad alcuni problemi legati all’azienda che hanno catturato tutto il mio tempo, ma anche a qualcosa di estremamente più importante. Per questo motivo, questo post non ha niente a che fare con M2Tech, né con argomenti più generali di carattere tecnico o commerciale.

Lo scorso 18 Novembre una tempesta ha colpito la Sardegna, mia terra natale, con una “bomba d’acqua” di inusitata violenza che ha lasciato sul terreno in mezza giornata più acqua di quanta ne cada normalmente in sei mesi. Quasi tutta l’isola ha sofferto danni e perdite umane (16 le vittime accertate, ma manca all’appello un pastore disperso mentre cercava di soccorrere il suo gregge).

La mia famiglia, fortunatamente, vive a Sassari, città che sorge su una collina e che non ha subito danni, ma molti amici non sono stati altrettanto fortunati: alcuni di loro hanno avuto la casa invasa dall’acqua e le macchine trascinate via dall’inondazione.

Olbia, il capoluogo della Gallura, ha sofferto i danni maggiori. I senzatetto sono centinaia, famiglie che hanno perso tutto, a volte anche la vita. L’acqua manca a causa dei pesanti danni all’acquedotto e agli impianti di potabilizzazione e desalinizzazione.

La Sardegna è una terra molto povera. I suoi orgogliosi abitanti discendono da uno degli antichi “popoli del mare” che combatterono l’Egitto dei Faraoni più di 4000 anni fa, per cui non chiederanno aiuto. Ma ne hanno bisogno.

Potete fare una donazione per contribuire al loro sforzo di ricostruzione. Vi prego di visitare questo sito (http://sardegna.blogosfere.it/2013/11/donazioni-alluvione-sardegna-ecco-come-fare-tutti-i-numeri-e-i-conti-correnti-utili.html) in cui troverete tutte le modalità per effettuare la donazione.

E se pensate che potrete ugualmente contribuire andando in vacanza in Sardegna la prossima estate, considerate che gran parte degli esercizi commerciali del settore turistico sono di proprietà di persone e aziende che non risiedono sull’isola: andate magari a passare una settimana in uno dei B&B che sempre più numerosi vengono aperti nei paesi dell’interno o in uno degli “alberghi diffusi” con cui si cerca di mantenere in vita piccoli centri urbani dalla storia millenaria. Fate si che i soldi che spendete vadano a Sardi e vengano spesi ed utilizzati in Sardegna.

venerdì 18 ottobre 2013

Upsampled Files and Native Hi-Rez files: Same Quality? - File Ricampionatui e File ad Alta Risoluzione Nativa: Stessa Qualità?

[English]

A few days ago, a customer wrote me to ask my opinion on why he couldn't hear any difference between an audio file produced at 44.1kHz/16bit and the same file upsamplet to 192kHz/24bit.
He thought that the upsampling process would improve the sound quality of the file.
While it could be marginally so when it comes to the way a DAC and its output filters work at different sampling rates, one thing must always be clear: upsampling doesn't add information nor improve the inherent sound quality of a file.

Upsampling means changing the sampling frequency of a file to a higher one. Typical is going from 44.1kHz to 176.4kHz. A side effect of this process is that the resulting new samples fit on a larger word than the original ones, so 44.1/16 generally translate into 176.4/24.

Does this mean that we have more information in the upsampled file than in the original one? No. Let's see why, discussing about bandwidth and resolution.

The original analog program has been heavily band-limited prior A/D conversion. Converting it @ 44.1kHz required band-limiting @ 20kHz or so. All information beyond that frequency were lost forever.

If we upsample, we just rearrange the original information to fit a denser sample sequence, but we don't (and we can't) add information Beyond 20kHz. In un upsampled file with 176.4kHz sampling rate originated from a 44.1kHz file, the power spectrum of the signal falls to zero beyond 20kHz, even if 176.4kHz sampling would allow for information contents up to 8.2kHz.

Same thing for 44.1kHz file originated from hi-rez masters: they were actually downsampled, with a digital filtering process prior downsampling to cut all excess band away. Results are same: all information beyond 20kHz are lost.

And the resolution? It remains the same as the original 16bit file, at best. This is because after A/D conversion, which implies quantization, the original signal is superimposed a noise, called quantization noise, which cannot be separated anymore from the original signal. Thus, when we upsample, we apply the process to both signal and quantization noise, resulting in a 16bit resolution signal represented on 24 bits.

Summarizing, upsampling won't improve the sound quality of the file, it will only allow the DAC to operate in more relaxed conditions with regards to bandwidth and resolution, probably leading to a marginal sound quality improvement.

[Italiano]

Alcuni giorni fa, un cliente mi ha scritto per chiedere la mia opinione riguardo al fatto che non sentisse alcuna differenza tra un file audio prodotto a 44.1kHz/16bit e lo stesso file ricampionato a 192kHz/24bit. Egli pensava che il processo di ricampionamento migliorasse la qualità sonora del file Benché la cosa possa effettivamente verificarsi, a livello marginale, in relazione a come il DAC ed il suo filtro di uscita lavorano alle varie frequenze di campionamento, ona cosa deve sempre essere ben chiara: il ricampionamento non aggiunge informazione, né migliora la qualità sonora, di un file.

Ricampionamento (upsampling in inglese) significa cambiare la frequenza di campionamento di un file, con la nuova frequenza generalmente maggiore della prima. In genere si passa da 44.1kHz a 176.4kHz. Un effetto collaterale di questo processo è che i nuovi campioni sono in genere rappresentati su una parola più ampia di quelli originali, per cui 44.1/16 in genere si trasforma in 176.4/24.

Ciò significa forse che abbiamo più informazione nel file ricampionato che in quello originale? No. Vediamo perché, discutendo di ampiezza di banda e risoluzione.

Il programma musicale analogico originale è stato pesantemente limitato in banda prima della conversione A/D per minimizzare l'aliasing. La conversione a 44.1kHz ha richiesto la limitazione di banda a circa 20kHz. Tutte le informazioni nella porzione di spettro oltre i 20kHz sono andate in quel momento per sempre.

Se noi campioniamo, noi semplicemente riarrangiamo le informazioni originali per rappresentarle su una sequenza di campioni più densa, ma non aggiungiamo (e non possiamo farlo) informazioni oltre i 20kHz. In un file a 176.4kHz ottenuto ricampionando uno prodotto a 44.1kHz, lo spettro del segnale crolla a zero dopo i 20kHz, anche se in teoria il campionamento a 176.4kHz permetterebbe contenuti informativi fino a quasi 88.2kHz.

Stessa cosa per file a 44.1kHz prodotti a partire da master ad alta risoluzione: essi sono stati in effetti ottenuti ricampionando a frequenza minore il master originale, con un filtraggio digitale prima del ricampionamento per tagliare via la banda in eccesso. il risultato è lo stesso: tutta l'informazione sopra i 20kHz è perduta.

E la risoluzione? Rimane la stessa del file originale a 16 bit, al meglio. Ciò perché dopo la conversione A/D, che implica una quantizzazione, al segnale originale risulta aggiunto un rumore, detto rumore di quantizzazione, che non può più essere separato dal segnale originale. Dunque, quando ricampioniamo, applichiamo il processo sia al segnale che al rumore di quantizzazione, ottenendo un segnale a 16 bit rappresentato su 24 bit.

In conclusione, il ricampionamento non migliora la qualità del suono di un file, al massimo permette al DAC di lavorare in condizioni più rilassate per quanto riguarda banda e risoluzione, determinando probabilmente un miglioramento marginale della qualità sonora.

venerdì 4 ottobre 2013

Marley Headphones Amplifier and the Advantage of Balanced Drive - Il Marley Headphones Amplifier ed i Vantaggi del Pilotaggio Bilanciato


[English]

Balanced drive means that a driver is driven by two power signals, one per polarity, in opposition to single-ended drive in which one polarity of the driver is connected to amplifier's ground. If we only had one driver to drive, the two modes would give same results, as the driver is a floating device with no electrical relationship with the electric earth nor other reference potential.

But things are different when it comes  to stereo headphones: in fact, we have two drivers which may (single-ended) or may not (balanced) share a common path for one polarity (usually negative one).

That common path is responsible for sound detriment, dynamic compression and crosstalk, due to the fact that the finite impedance of the common ground wire allows for signals coupling between left and right channel.

Balanced drive avoids all this by totally separating the signal path between left and right.

Balanced drive can be accomplished in two ways: balanced amplifiers (like in the Marley) or output transformers. The first method relies on using two stereo amplifiers, one driving the positive pole of each driver and the other driving the negative pole of each driver with a signal with reversed phase. The second method simply uses the intrinsic balanced layout of a transformer to "lift" the negative pole of each driver from the amplifier's ground.

Both methods have advantages and drawback. Tubes lovers would probably prefer a good output transformer, while those who look for detail and speed will go for balanced amplifiers.

A side effect of driving in balanced mode with balanced amplifier is a nearly total deletion of odd harminics and reinforcement of even harmonics. This is not always true with a transformer: if its primary is also driven by a balanced or push-pull circuit, then the same applies. A single primary winding transformer with one end connected to ground will not alter the harmonic spectrum.

Is the balanced drive more suitable for certain kind of transducers? No: both dynamic and electrostatic units in headphones will behave better when balanced-driven.

[Italiano]

Pilotaggio bilanciato significa che un altoparlante è pilotato con due segnali di potenza, uno per ciascun polo dell'altoparlante, mentre nel pilotaggio single-ended uno dei poli dell'altoparlante è collegato alla massa dell'amplificatore. Quando si ha un solo altoparlante da pilotare, i due metodi si equivalgono in quanto l'altoparlante è un dispositivo a sé stante senza alcuna relazione elettrica con la terra o altri potenziali di riferimento.

Le cose cambiano quando si ha una cuffia stereo: in questo caso abbiamo a che fare con due altoparlanti che possono (single-ended) o meno (bilanciato) condividere un percorso comune per il segnale di uno dei due poli (tipicamente il negativo).

Questo percorso comune è responsabile di un certo degrado del segnale, di riduzione della dinamica e di diafonia, a causa del fatto che l'impedenza del filo di massa permette l'accoppiamento dei segnali tra il canale sinistro e quello destro.

Il pilotaggio bilanciato risolve questo problema separando totalmente il percorso del segnale del canale sinistro e di quello destro.

Il pilotaggio bilanciato può essere realizzato in due modi: amplificatori bilanciati (come nel Marley) o trasformatori di uscita. Il primo metodo sfrutta due amplificatori stereo, uno dei quali pilota un polo di ciascun altoparlante, mentre l'altro pilota l'altro polo di ciascun altoparlante con un segnale in opposizione di fase. Il secondo metodo sfrutta il bilanciamento intrinseco di un traformatore per "sollevare" dalla massa il polo negativo di ciascun altoparlante.

Entrambi i metodi presentano vantaggi e svantaggi. Gli amanti delle valvole preferiranno probabilmente la soluzione con i trasformatori, mentre chi cerca dettaglio e velocità opterà per la soluzione con gli amplificatori bilanciati.

Un effetto collaterale del pilotaggio con amplificatori bilanciati è la quasi totale cancellazione delle armoniche dispari ed un certo rinforzo di quelle pari. Ciò non è sempre vero con un trasformatore: la cosa accade solo se il suo primario è a sua volta pilotato con un circuito bilanciato o push-pull. Un trasformatore a singolo primario in cui una delle estremità sia collegata a massa non altererà lo spettro armonico del segnale.

E' necessario optare per specifiche tecnologie di trasduttori per avere i massimi risultati dal pilotaggio bilanciato? No: con le cuffie, sia i trasduttori dinamici che quelli elettrostatici funzionano al meglio quando sono pilotati in bilanciato.

domenica 29 settembre 2013

Facts Behind Marley's Great SNR - Il Segreto dell'Ottimo SNR del Marley

[English]

As told in my previous post, the new Marley Headphones Amplifier sports an impressive 120dB SNR. This is very useful in a headphones amp as even the slightest noise is well perceived when drivers are placed at half an inch from the ears.

How could we achieve this? In two ways: a low-noise amplifier design featuring ultra-low-noise input JFETS and low noise bipolar everywhere and very effective voltage regulators fro both positive and negative rails.

It's a fact that even the lowest-noise amplifier cannot fully exploit its full potential when the supply is noisy. Discrete components designs have a lower PSRR (Power supply Rejection Ratio) than integrated amps, so they can suffer of noise leaking in through the supplies. A really silent supply is the key to achieve the lowest noise possible from an amplifier.

[Italiano]

Come detto nel mio precedente post, il nuovo Marley Headphones Amplifier vanta un notevole SNR di 120dB. Questa prestazione è molto utile in un amplificatore per cuffie, perché anche il più evanescente rumore di fondo viene chiaramente avvertito quando l'altoparlante è ad un centimetro di distanza dall'orecchio.

Come si è potuto ottenere questa prestazione? In due modi: un circuito amplificatore a basso rumore che utilizza JFET a bassissimo rumore in ingresso e transistor bipolari a basso rumore in tutto lo schema, e regolatori di tensione molto efficaci per entrambe le alimentazioni, positiva e negativa.

E' noto che anche l'amplificatore più silenzioso non può esprimere al meglio questa sua caratteristica se la sua alimentazione è rumorosa. I circuiti a componenti discreti hanno un PSRR (fattore che indica l'immunità al rumore dell'alimentazione) più basso degli amplificatori operazionali e quindi possono essere soggetti a intrusioni di rumore dall'alimentazione. Un'alimentazione molto silenziosa è la chiave per ottenere il più basso rumore possibile da un amplificatore.

venerdì 27 settembre 2013

Unveiling the Marley (Just a Little Bit...) - Qualche Dettaglio sul Marley (Per Iniziare...)

[English]

The Marley Class-A Dual-Drive Headphones Amplifier, as the long name suggests, is a Class-A design. Audiophiles and DIY'ers know that Class-A gives sonic advantages over usual Class-AB, thanks to its high bias, but also makes designer face some challenges, first of all heat dissipation.
Those who visited the CanJam Europe in Essen and auditioned the Marley, could literally feel with their hand what this means: a unit running very hot.
The Marley dissipates around 30W idle, with a power capability of around 4W per channel on four channels (for experts: the figures just given let you understand that not all 4W are Class-A, but there is enough Class-A power to drive almost all headphones).
Class-A generally means more stability with respect to load's reactance, less intrinsic harmonic distortion, less distortion at low levels. These are all goals achieved in the Marley. Measured perfomances tell about 120dB SNR and 0.003% THD+N @ 2Vrms out. But this is about the whole signal chain, encompassing a bufferless integrated volume control before the amp. The power amp's actual performance are so better than the given figures, that the numbers actually reflect the volume control's performance.
The Marley amps use LSK170 ultra-low-noise JFET's on inputs and a design that exalts speed and detail. You will hear things, by the Marley, that no other headphones amp ever revelaed from your recordings. Just try it!

[Italiano]

Il Marley Class-A Dual-Drive Headphones Amplifier, come il lungo nome suggerisce, è un circuito in classe A. Gli audiofili e gli autocostruttori sanno che la classe A offre vantaggi sonori rispetto alla classe AB normalmente utilizzata, grazie all'elevata polarizzazione dello stadio di uscita, ma obbliga anche il progettista a fronteggiare alcune sfide, tra cui la principale è senz'altro la dissipazione termica. Chi ha visitato il CanJam Europe a Essen e ha ascoltato il Marley, ha potuto toccare letteralmente con mano cosa ciò significhi: un apparecchio che scalda davvero tanto.
Il Marley dissipa circa 30W a riposo, a fronte di una capacità di erogazione di circa 4W per canale su quattro canali (per gli esperti: queste cifre fanno intendere che non tutti quei 4W sono in classe A, tuttavia c'è sufficiente potenza in classe A per pilotare quasi tutte le cuffie).
Classe A in genere significa più stabilità rispetto alla reattanza del carico, meno distorsione armonica residua, meno distorsione ai bassi livelli. Sono tutti obiettivi raggiunti nel Marley. Le prestazioni misurate parlano di 120dB SNR e 0,003% THD+N con 2Vrms di uscita. Ma queste cifre si riferiscono alla catena completa, che comprende un controllo di volume integrato senza buffer prima dell'amplificatore. Le effettive prestazioni dell'amplificatore sono talmente migliori che quelle misure in effetti riflettono le prestazioni del controllo di volume.
Gli amplificatori del Marley usano i JFET a bassissimo rumore LSK170 in ingresso ed uno schema che esalta velocità e dettaglio. Con il Marley sentirete cose che nessun altro amplificatore per cuffie ha mai rivelato dalle vostre registrazioni. Provare per credere!

mercoledì 25 settembre 2013

Another Headphones Event Soon in Italy - Un Altro Evento Dedicato alle Cuffie Presto in Italia



[English]

Headphones are becoming more and more popular in Europe. A new event devoted to headphones will be held in beautiful Trieste on May 30-31th and June 1st, 2014. The event deserves to be visited even only for the great location: Pier 4 in the old port.

"Headphones to the People" (that's the name of the event) is organized by www.cuffiehifi.info, one of the most important italian blogs devoted to hifi.

Also very interesting is another idea from cuffieinfo people: "Cans in Concert", a mobile headphones showroom made on a Formula One truck to be parked in front of stadiums and arenas during popstars concerts next summer.

[Italiano]

Le cuffie diventano ogni giorno più popolari in Europa. Un nuovo evento dedicato alle cuffie avrà luogo nella splendida Trieste dal 30 Maggio al 1 Giugno 2014. L'evento merita una visita anche solo per ammirare la splendida location: il Molo 4 del vecchio porto cittadino.

"Headphones to the People" (questo è il nome dell'evento) è organizzato da www.cuffiehifi.info, uno dei più importanti blog italiani dedicati all'alta fedeltà.

Molto interessante è anche un'altra idea partorita dai dinamici organizzatori: "Cans in Concert" è una showroom itinerante realizzata su un bilico uguale a quelli utilizzati dai team di Formula Uno, che verrà parcheggiato di fronte agli stadi e alle arene in cui, la prossima estate, si terranno i concerti delle popstar.

martedì 24 settembre 2013

Marley Headphones Amp Drives HiFiMan HE-6 - L'Amplificatore per Cuffie Marley Pilota le HiFiMan HE-6

[English]

While at the CanJam Europe, I approached the German distributor for HiFiMan, discussing about their products. Headphones lovers know that HiFiMan makes some of the finest headphones ever, devices which trade quality for sensitivity, requiring as much as 5W on 50 Ohms to be properly driven.

We tried their HE-6 with the Marley Class-A Dual-Drive Headphones Amplifier prototype I was demonstrating there. Thanks to the 16Vrms that the Marley is capable of in balanced mode (equivalent to slightly more than 5W per channel), it was perfectly able to drive those challenging headphones.

[Italiano]

Durante il CanJam Europe, ho avvicinato il distributore tedesco per HiFiMan, e discusso dei prodotti di questo marchio. Gli appassionati di cuffie sanno che HiFiMan produce alcune delle migliori cuffie di sempre, prodotti che sacrificano la sensibilità sull'altare della qualità sonora e che richiedono fino a 5W su 50 Ohm per lavorare al meglio.

Abbiamo provato le HE-6 con il prototipo del Marley Class-A Dual-Drive Headphones Amplifier che utilizzavo per le dimostrazioni. Grazie ai 16Vrms di cui il Marley è capace in modalità bilanciata (equivalenti a poco più di 5W per canale), il nostro nuovo prodotto si è dimostrato perfettamente in grado di pilotare quelle impegnative cuffie.

lunedì 23 settembre 2013

First Impressions from CanJam - Prime Impressioni dal CanJam

[English]

I'm writing from my hotel room in Essen, waiting to leave to the Koeln-Bonn Airport.
I spent te last two days behind a a table, demonstrating the new Marley Headphones Amplifier to a few enthusiast and discerning headphones lovers.
Very few, I must say, reviewers were more than visitors (it's not strange, as Germany has as many as 8 hifi magazines!), so the show was quite unlike the crowded trade fairs we are used to. Nothing to compare with similar Far East events.
But it was a very important first time and somebody had to do it in Europe. Kudos to Carsten Hicking from distributor company Higoto for starting it all.
Headphones listening is likely to be the main way to enjoy good quality music within a few years, when all music lovers will be young people used to listen to iPods and smartphones by headphones and looking for better quality.
Moreover, it's much easier to make up a high-end headphones system with 2,500€ than a classic speakers system. In times of crisis, this is overly important.
It seems that there will be a similar event in Italy pretty son, I'll give you more information in one of my next posts.

[Italiano]

Scrivo dalla mia camera di hotel in Essen mentre aspetto di andare all'aeroporto di Colonia-Bonn. Ho passato i due scorsi giorni dietro ad un tavolino, dimostrando il nuovo amplificatore per cuffie Marley a pochi,entusiasti ed esperti appassionati di cuffie.
Pochini, purtroppo, i giornalisti erano più dei visitatori (ma non è strano: in Germania esistono almeno 8 riviste di alta fedeltà!), per cui la mostra appariva ben diversa da quelle affollate a cui siamo abituati. Niente a che vedere con simili eventi che si tengono in Estremo Oriente.
Ma si è trattata di una importante prima volta e qualcuno doveva pensarci in Europa, per cui i miei complimenti a Carsten Hicking, distributore tedesco che ha dato ilvia a tutto questo.
L'ascolto in cuffia diventerà probabilmente il modo principale per ascoltare musica di qualità in pochi anni, quando tutti gli amanti della musica saranno giovani abituati ad usare iPod e smartphone per ascoltare musica con le cuffie.
Inoltre, è molto più facile realizzare un impianto hi-end per l'ascolto in cuffia con 2500€ che non uno tradizionale dotato di diffusori. In tempi di crisi, una considerazione non irrilevante.
Pare verrà organizzato un simile evento in Italia tra breve. Maggioridettagli in uno dei miei prossimi post.

venerdì 6 settembre 2013

M2Tech's First Time Ever at a CanJam - La Prima Volta di M2Tech ad un CanJam

[English]

This year, for the first time, M2Tech will ehxibit at a CanJam, that is a show devoted uniquely to headphones, headphones amplifiers and ancillaries. I'm not totally new to this kind of events, as our Far East distributors usually attend at them since meny years, but I must admit that headphones were, for me, only a curious way to listen to music in an unnatural way.

But times are changing and we must keep this into consideration. Also customers change (thanks God!) and a generational turnover is taking place right now. Whereas older audiophiles were accustomed to listen to speakers as a mandatory setup to obtain the most realistic soundstage, younger music lovers have grown up listening to headphones (often earphones) driven by an MP3 player or a mobile phone with music playback capability.

As I forecasted some years ago, those boys are now becoming young men and want to improve the quality of their living, while keeping they habits as far as this is possible. This also means keeping listening to music by headphones, but with better quality than before.

Also, listening to headphones is a good way to enjoy music in places in which using speakers would be impossible (in open air, for example), or would bother other people (in a small home with babies who need to sleep oftenm for example).

Japanese audiophiles, often living in small homes with very thin walls, are used to headphones listening since many decades. This explains why headphones are a relevant part of the market in Far East since the beginning of hi-fi, and also explains why CanJams are common events over there.

Next September 21th, we'll introduce our new headphones amp, the Marley Dual-Drive Class-A, a compact unit with many interesting features. We wait for you in Essen!

[Italiano]

Quest'anno, per la prima volta, M2Tech esporrà ad un CanJam, cioè ad una mostra dedicata esclusivamente alle cuffie, agli amplificatori per cuffia e corollari. Personalmente, per me questo tipo di eventi non è una novità, in quanto i nostri distributori dell'estremo oriente li frequentano da parecchi anni, ma devo ammettere che le cuffie sono sempre state, per me, uno strano modo per ascoltare musica piuttosto innaturalmente.

Ma i tempi cambiano, anche i clienti cambiano (per fortuna!) ed un cambio generazionale è in corso proprio in questo momento. Laddove gli audiofili più anziani sono abituati ad ascoltare musica attraverso i diffusori quale setup indispensabile per l'ottewnimento del soundstage più realistico possibile, i più giovani sono cresciuti ascoltando musica con cuffie (spesso intraurali) pilotate da un lettore MP3 o un cellulare capace di riprodurre musica.

Come avevo previsto alcuni anni fa, crescendo questi giovani desiderano migliorare la qualità della propria vita pur mantenendo le loro abitudini per quanto possibile. Questo significa anche continuare ad ascoltare musica con le cuffie, ma con una qualità superiore che non nel passato.

Inoltre, l'ascolto in cuffia è una ottima opzione qualora non sia possibile ascoltare tramite diffusori (per esempio all'aria aperta), o quando l'ascolto con diffusori potrebbe infastidire altre persone.

Gli audiofili giapponesi, che spesso vivono in piccoli appartamenti con pareti molto sottili, sono abituati all'ascolto in cuffia da parecchi decenni. Questo spiega perché le cuffie rappresentino una rilevante parte del mercato dell'alta fedeltà in estremo oriente fin dall'inizio dell'alta fedeltà, e spiega anche perché i CanJam siano eventi comuni in quelle nazioni.

Il prossimo 21 Settembre presenteremo e dimostreremo il nuovo amplificatore per cuffie Marley Dual-Drive Class-A. Vi aspettiamo ad Essen!

venerdì 23 agosto 2013

M2Tech at CanJam Europe 2013 - M2Tech Partecipa al CanJam Europe 2013


[English]

M2Tech will exhibit at CanJam Europe 2013, the most important event devoted to headphones and headphone amplifiers, to be held in Essen (Germany) on September 21th and 22th. The final version of the new Marley Dual-Drive Class-A headphones amplifier will be demonstrated. For more information, http://www.canjam.de/.

[Italiano]

M2Tech esporrà al CamJam Europe 2013, la più importante manifestazione dedicata alle cuffie e agli amplificatori per cuffie, che si terrà ad Essen (Germania) il 21 ed il 22 Settembre. I visitatori potranno vedere ed ascoltare la versione definitiva del nuovo amplificatore per cuffia Marley Dual-Drive Class-A. Per maggiori informazioni, http://www.canjam.de/.

giovedì 8 agosto 2013

Athens Hi-End Audio Video Show to Be Held on October 11-13! - Tutti ad Atene dall'11 al 13 Ottobre per l'Athens Hi-End Audio Video Show!


[English]

HiFi lovers from Greece, bus also from surrounding Countries, will be happy to know that Athens will host the Hi-End Audio Video Show on October 11-13. M2Tech will exhibit thanks to the Greek Distributor AudioSoul. For more details, please visit http://www.avshow.gr/en/.

[Italiano]

Gli amanti greci dell'HiFi, ma anche quelli dei paesi limitrofi, saranno lieti di sapere che Atene ospiterà l'Hi-End Audio Video Show dll'11 al 13 di Ottobre. M2Tech esporrà grazie all'interessamento del distributore greco AudioSoul. Gli appassionati italiani che volessero unire il piacere del turismo a quello del buon ascolto della musica non devono perdere questa ghiotta occasione. Per maggiori dettagli, visitare http://www.avshow.gr/en/.

Keep Up The Passion (Part 2): HiFi Lovers Become Exhibitors - Mantenere Viva la Passione (Seconda Puntata): gli Amanti dell'Alta Fedeltà Diventano Espositori



[English]

The Nuvistor Club is an italian association of DIY'ers and HiFi lovers based in Pisa (Tuscany). As the name of the association suggests, its members are mainly DIY'ers. They started organizing a small event devoted to DIY a few years ago. Their passion and the success of the first editions gave them more courage to expand the event scope to regular hifi, with ad hoc invitations to some italian manufacturers.

Last year, M2Tech was one of such manufacturers and the appreciation for her presence at the event led to another invitation for this year. It will be a "one shot" happening on November 17th, kindly hosted by the Politeama Theater in Cascina, a few kilometers away from Pisa towards Florence.

If you plan to come to Tuscany in November, then it could be a good idea to drop by Cascina on Sunday 17th.

[Italiano]

Il Nuvistor Club è un'associazione di autocostruttori e amanti dell'alta fedeltà con base a Pisa. Come il nome dell'associazione suggerisce, i suoi membri sono principalmente autocostruttori. Hanno iniziato ad organizzare un piccolo evento dedicato all'autocostruzione alcuni anni fa. La loro passione ed il successo delle prima edizioni li hanno incoraggiati ad allargare il panorama dell'evento all'alta fedeltà commerciale, con inviti mirati al alcuni costruttori nazionali.

Lo scorso anno, M2Tech è stato uno dei marchi invitati e l'apprezzamento per la partecipazione all'evento ha fatto si che l'invito venisse rinnovato per il 2013. Si tratterà di un evento "one shot", nella giornata di Domenica 17 Novembre, con la gentile ospitalità del Teatro Politeama di Cascina, pochi chilometri fuori Pisa in direzione Firenze.

Se avete in programma una gita a Pisa o in Versilia in Novembre, allora vi consiglio di fare un salto a Cascina Domenica 17.

martedì 6 agosto 2013

Last Minute Call: Hong Kong High-End Audio-Visual Show (August 9-11). Ultima Chiamata: Hong Kong High-End Audio Visual Show (9-11 Agosto)



[English]

To be held on August 9-11 is the fundamental Hong Kong High-End Show. M2Tech will exhibit her products courtesy her Chinese distributor ECT. Particularly of interest is the almost final prototype of the new Marley Headphones Amplifier, to be released in September. You can find the ECT booth location here: http://www.audiotechnique.com/av_show/2013/Hall3.htm.

[Italiano]

Si terrà tra il 9 e l'11 Agosto l'importantissimo Hong Kong High-End Show. M2Tech sarà presente grazie al proprio distributore cinese, ECT. Di particolare interesse è la versione pressoché definitiva del nuovo amplificatore per cuffie Marley Headphones Amplifier, che verrà distribuito a partire da Settembre. Potete trovare la posizione dello stand ECT qui: http://www.audiotechnique.com/av_show/2013/Hall3.htm.

domenica 4 agosto 2013

M2Tech at RMAF 2013 - M2Tech Espone al Rocky Mountain Audio Fest 2013


[English]

M2Tech will exhibit ar Rocky Mountain Audio Fest 2013, to be held in Denver, Colorado, on Ocrober 11-13. M2Tech products will be showcased and demonstrated in Room #469 courtesy of Source Systems.

[Italiano]

M2Tech esporrà al Rocky Mountain Audio Fest 2013, che si terrà a Denver, in Colorado, dall'11 al 13 Ottobre 2013. I prodotti M2Tech verranno esposti e dimostrati nella stanza n°469 a cura di Source Systems.

Due parole sul RMAF. Si tratta di una manifestazione collaterale che ha acquisito importanza via via crescente a scapito del più famoso CES di Las Vegas, tanto da attrarre l'attenzione di numerosi visitatori stranieri e l'interesse diretto dei costruttori.

venerdì 2 agosto 2013

hiFace DAC: Never Enough! Yet Another Review - hiFace DAC: Mai Abbastanza! Ancora un'Altra Recensione

[English]

Another review on the hiFace DAC, this time from an Italian independent editor, creator of the webiste nuke.nonsoloaudiofili.com. Alfredo di Pietro, that's the name, writes a huge review starting from the basics of liquid music, to introduce the unique features of the hiFace DAC. The review is in italian, of course, but it's worth to be read through Google Translator. A "must" for all audiophiles, particularly those who are just approaching music files. You can read the review here: http://nuke.nonsoloaudiofili.com/M2TechhiFaceDAC38432/tabid/326/Default.aspx.

[Italiano]

Un'altra recensione sull'hiFace DAC, questa volta da un giornalista indipendente italiano, creatore del sito nuke.nonsoloaudiofili.com. Alfredo di Pietro ha scritto una monumentale recensione che parte dai fondamentali della musica liquida, per evidenziare le caratteristiche speciali dell'hiFace DAC. Per la gioia dei lettori italiani, una recensione in italiano che dice veramente tutto della musica liquida. Un "must" per tutti gli audiofili, specialmente per quelli che si avvicinano solo ora alla musica liquida. Potete leggere la recensione qui: http://nuke.nonsoloaudiofili.com/M2TechhiFaceDAC38432/tabid/326/Default.aspx.

mercoledì 31 luglio 2013

The hiFace DAC Strikes Again! A new Review on Audiostream - L'hiFace DAC Colpisce Ancora! Una Nuova Recensione su Audiostream

[English]

HiFi lovers know Audiostream, the on-line magazine from the same makers of Stereophile, devoted to computer audio and new technologies.

Audiostream has just published a rave review of the hiFace DAC, which you can read here: http://www.audiostream.com/content/m2tech-hiface-dac. The editor, Jason Serinus, is really happy with the hiFace DAC, stating that the difference in sound quality from his reference DAC which costs some 100 times more (!) than the hiFace DAC is so ridiculously small that makes him wonder about spending more than the cost of M2Tech's little jewel for any DAC!

[Italiano]

Gli amanti dell'alta fedeltà sicuramente già conoscono Audiostream, pubblicazione di settore on-line dello stesso gruppo editoriale della celebre Stereophile, dedicata all'audio del computer e alle nuove tecnologie.

Audiostream ha recentemente pubblicato una stupenda recensione dell'hiFace DAC, che potete leggere qui: http://www.audiostream.com/content/m2tech-hiface-dac. Il recensore, Jason Serinus, è veramente contento dell'hiFace DAC, tanto da affermare che le differenze in qualità sonora rispetto al suo DAC di riferimento, del costo circa 100 volte superiore (!) sono così ridicolmente ridotte da chiedersi il senso nello spendere cifre superiori al costo del gioiellino M2Tech per acquistare un qualunque DAC!

lunedì 29 luglio 2013

Italian User Write About the hiFace DAC - Un Utente Italiano Scrive una Recensione sull'hiFace DAC

[English]

One of our Italian users has kindly sent us a spontaneous review on the hiFace DAC. Needless to say that he's fond of the hiFace DAC. He uses the hiFace DAC in an all-Audio Tekne system. This fact, already, can be claimed as a pure heresy, nevertheless, he says that the hiFace DAC is capable of keeping the overall approach of the system, turning a test experience into listening pleasure.

It's very interesting when he says that the increase in resolution brigns to an apparent decrease of dynamic, to later realize that it's the distortion and the digital artifact to disappear, which are often exchanged for dynamic.

The writer closes stating that the hiFace DAC can kill (well, the word is not exactally "kill") a lot of more expensive competitors, particularly in systems in which tis implicit strenghts are duly highlighted.

You can find the review (in italian) in the italian section below: it is worth to use Google Translator to read it in your language.

[Italiano]

Un nostro cliente italiano ci ha gentilmente inviato una sua recensione sull'hiFace DAC, scritta "motu proprio". Inutile dire che è molto contento dell'hiFace DAC. Lo usa in un impianto "tutto Audio Tekne" e già questo potrebbe far gridare all'eresia. Ciò nonostante, l'autore della recensione afferma che l'hiFace DAC è in grado di conservare l'approccio musicale generale dell'impianto, trasformando un test in un momento di piacere musicale.

E' molto interessante leggere che ha percepito l'incremento in risoluzione come una apparente diminuzione di dinamica, solo per scoprire poi che erano la distorsione e gli artefatti digitali a diminuire, aspetti del suono che spesso vengono scambiati per dinamica.

L'autore chiosa affermando che l'hiFace DAC può uccidere (beh, la parola non è proprio questa) molti dei suoi più costosi concorrenti, specialmente in impianti in grado di mettere in luce nel dovuto modo le forze di questo DAC piccolo solo nel prezzo.

Di seguito la recensione:

FUCK THE GIANTS
Lo strumento dell’ing. Manunta non ammazza nessun gigante. Non ve ne sono e non ce ne devono essere, nella musica, di giganti da ammazzare. Anche perché il più delle volte sono solo suggestioni giornalistiche create (quasi ad hoc?) per conquistare visibilità nell’affollato e congestionato mondo dell’informazione digitale. Gli anglofoni direbbero “you get what you pay for”.
Ho parlato dell’hiFace come strumento, non a caso. La sua capacità di “ricomporre” la musica non ha eguali nella sua classe di prezzo. Equilibrio, trasparenza, linearità e naturalezza. Questo è quello che avrete per il prezzo pagato. La naturalezza, in particolare, è un parametro sconosciuto, fino ad oggi, nel segmento in cui la creazione dell’impresa pisana si colloca.
La prova l’ho effettuata con una catena completa Audio Tekne, che costituisce il mio riferimento assoluto, sempre che di assoluti si possa parlare. Questi strumenti approssimano la mia idea di suono ideale poiché sono concepiti attorno ad una filosofia ben specifica: la musica è e deve essere prima di tutto esperienza culturale ed intellettuale. Se avete la possibilità di ascoltare qualche creazione di Imai vi renderete conto che la nota dominante è la medesima dell’hiFace, la naturalezza.
La metto brutalmente: ho scollegato stadio phono e testina Audio Tekne e ho collegato l’hiFace direttamente all’integrato TFM-2000. La differenza era colossale, ovviamente (e menomale…per i 15 mila euro circa che ci ho investito…!), ma il carattere di fondo della catena AT era preservato!! L’enorme passo avanti compiuto dalla M2Tech è stato quello di infondere una raffinata filosofia di suono in un prodotto pensato per le masse.
Ho adorato il suo essere spartano in quel suo colore arancio che non chiede di certo scusa; è stato commuovente vedere che il pezzo in mio possesso aveva un suo numero di serie scritto a mano, come per i veri giganti esoterici giapponesi; ed è stato meraviglioso potersi godere la musica con schietta semplicità. Ci pensate? Non è più necessario impazzire tra convertitori usb/spdif, dac con diverse campionature a disposizione, limitazioni nei sistemi operativi e/o programmi per la riproduzione, etc. Qui collegate il computer all’amplificatore e avrete istantaneamente tutti i suoni ricompresi tra il minimo e il massimo ad oggi disponibili.
Ok ma come suona? Rispondo come se mi chiedeste come suonano gli AT: normale! Una normalità tutta giapponese; non flemmatica, ma saggia e spirituale. Questo convertitore suonerà “rassicurante” con qualsiasi file deciderete di riprodurre. Rassicurante nel senso che non siederete sul divano con i nervi tesi e la gastrite galoppante alla ricerca della minima esitazione dell’apparecchio che condurrà al classico “si è ok, ma vorrei un po’ più di questo o meno di quello”. È un oggetto che dona serenità, come stare seduti in riva al mare, all’alba, a contemplare i suoni intorno e il silenzio nel mezzo. Non sembra precario o esitante come molte delle creazioni digitali del nostro tempo, sempre appese al filo, sempre incerte nell’incedere come potrebbe anche essere normale in un comparto in continua (ri)evoluzione. Questa è innovazione portata all’esasperazione, a livelli talmente alti da poter essere considerata matura. Qui si è lasciati il terreno incerto e sdrucciolevole della “novità”; si respira compiutezza di progetto e orgoglio di risultato. Qui si è talmente avanti rispetto al resto che ci si è permessi di donare all’oggetto perfino un’anima.
È stato anche “didattico”, in un certo senso, ascoltarlo. Ho confrontato gli stessi album con differenti livelli di “precisione”; ho ascoltato e confrontato il cd standard a 16bit e poi 24bit/96khz e 24bit/192khz. All’aumentare del bit rate ho assistito ad un fenomeno del tutto inatteso: la trasparenza, il dettaglio e il corpo aumentavano, ovviamente, mentre la dinamica sembrava diminuire. Sono passato al vinile con la configurazione massima a mia disposizione e l’ho confrontato con la campionatura a 24/192: il carattere di fondo era, ancora una volta, il medesimo. L’aumento del bit rate non diminuiva la dinamica, bensì rimuoveva semplicemente buona parte delle distorsioni che solitamente si scambiano per dinamica. Il risultato era piacevolissimo, di una piacevolezza quasi vinilica. No, secondo me, la musica digitale non suonerà mai come il vinile e, non deve, perché differenti sono i parametri sonori che vengono enfatizzati. In un aspetto specifico, però, credo che un giorno possano incontrarsi, la dinamica, appunto. Questa minuscola pennina è in grado di avvicinarci, oggi, a questo ipotetico ed auspicabile futuro.
In Closer dei Joy Division a 192khz la musica usciva martellante, ipnotica e rabbiosa, come impone un gran disco di new wave. L’album è strepitoso perché, se riprodotto a dovere, suona intimo e lirico al contempo. L’alta campionatura utilizzata ha concentrato il messaggio sonoro intorno ad uno specifico punto nello spazio e da lì la musica procedeva illuminandosi da dentro. Si è verificato uno spettacolo fenomenale: il mantra di “Atrocity Exhibition” era avvolto da una nota di fondo di depressione e mestizia appena accennata; il ”male di vita” di Ian Curtis si stagliava sul fondo dell’amalgama generale di distorsioni, come a voler rimanere volontariamente in disparte. Proprio come su lp, non ti preoccupi dei parametri audiofili. Mi sono commosso.
In the Black Saint and the Sinner Lady di Charles Mingus il carattere sonoro dominante era del tutto preservato. Questo è uno tra i dischi più belli, complessi e avanguardisti che possiedo. L’ho suonato su innumerevoli impianti è il più delle volte, purtroppo, è stata una vera tortura. Presi singolarmente gli strumenti suonano sgrammaticati, hanno un’impronta molto molto free. La composizione vuole esprimere il disagio e la rabbia della comunità afroamericana di quel periodo. Il fatto è che questo è un disco di big band che è orchestrato in modo monolitico, come se a suonare fosse un unico strumento. In impianti men che equilibrati, l’impatto è devastante e non si riesce ad arrivare alla fine del primo movimento. Passando dal vinile al file 24/96 (non posseggo purtroppo la versione a 192khz che comunque, penso, non sia stata ancora pubblicata) ho notato qualche compressione qua è là, qualche indurimento di tanto in tanto e una perdita di drammaticità nell’esecuzione; gran parte del resto però c’era tutto. Confesso che l’hiFace è il primo apparecchio digitale che non è uscito a pezzi dalla prova di Black Saint e credetemi non è poco!
Molti dischi li ho in bassa risoluzione, alcuni addirittura in mp3 di bassa qualità. L’hiFace è stato capace di suonare TUTTO in maniera gradevole assecondando la registrazione e rendendola comunque naturale. Le buone registrazioni con alto bit rate sono tutt’altra cosa, ovviamente, ma allo stesso tempo anche quelle più approssimative non risultano fastidiose. Alla fine, credetemi, vi troverete a non fare più distinzioni tra alta e bassa definizione perché apprezzerete un po’ tutta la vostra discografia digitale. Non è poi questo il fine ultimo della buona riproduzione?
Insomma, alla fine penso di poter concludere che questo hiFace sia un piccolo Davide con un cuore da (piccolo) Golia. Per una volta mettiamo da parte l’effettistica editoriale e diciamo che questo piccoletto i giganti non li ammazza, li … beh guardate il titolo!
A questo punto mi chiedo come suonino le realizzazioni più impegnative della stessa casa…
Un ultima raccomandazione: tutto ma non Windows! Non è semplice campanilismo. Linux (in realtà una sua specifica implementazione, Audiophile Linux che trovate qui http://www.ap-linux.com/ e usate Fluxbox, mi raccomando!) surclassa letteralmente Windows con i driver forniti e con Foobar+Jplay. Credetemi, non potrete dire di aver ascoltato veramente ciò che è in grado di fare questo piccolo gioiellino. Qualche grattacapo in più per l’installazione e il setting ma l’incremento di prestazioni è veramente sensibile.

venerdì 26 luglio 2013

hiFace DAC with Galaxy Note II Playing FLAC Perfectly - L'hiFace DAC con un Galaxy Note II Riproducono FLAC perfettamente



[English]

From our Greek distributor - A Galaxy Note II has been connected to an hiFace DAC to play FLAC tracks with superb results. High performance on mobility is the keyword!

[Italiano]

Dal nostro distrinutore greco. Un Galaxy Note II è stato collegato ad un hiFace DAC per riprodurre file FLAC con risultati superbi. Il concetto-chiave è: elevate prestazioni nel portatile!

domenica 21 luglio 2013

Nick Whetstone from TNT Audio Happy About the hiFace DAC - Nick Whetstone di TNT Audio si Diverte con l'hiFace DAC

[English]

Nick Whetstone, long time contributor to then English section of TNT Audio (www.tnt-audio.com), has recently published a review of the hiFace DAC. He was very positively impressed by the DAC, with the only drawback of some configuration problems on his Linux PC's.

Now, he has solved the problems and is entirely satisfied by the sound quality and versatility of the small orange DAC. You can read the amended review here:
 
[Italiano]
 
Nick Whetstone, penna storica della sezione in inglese di TNT-Audio (www.tnt-audio.com) ha recentemente pubblicato una recensione dell'hiFace DAC. Il giornalista inglese si è detto positivamente impressionato dal DAC, con l'unica riserva di alcuni problemi di configurazione avuti con i suoi computer Linux.
 
Ora Nick ha risolto i problemi ed è totalmente soddisfatto dalla qualità sonora e dalla versatilità del piccolo DAC arancione. Potete leggere la recensione aggiornata (in inglese) qui: http://www.tnt-audio.com/sorgenti/m2tech_hiface_dac_e.html.

mercoledì 17 luglio 2013

New Reviews on hiFace DAC - Nuove Recensioni dell'hiFace DAC

[English]

I'd like to highlight two recent reviews about the hiFace DAC. One is from Earmass (http://earmass.com/2013/07/05/m2tech-hiface-dac-bring-good-musics-everywhere/), with a title that is absolutely perfect.
The other one is from Trulygadgets (http://www.trulygadgets.com/4670/gadgets/m2tech-making-music/). Both focus on the incredibly high sound quality from a DAC so small and cheap.
Earmass' Su says: "HiFace is actually really great for what it intended to, a portable DAC that you can bring it when you go with your laptop/net book."
The anonymous reviewer from Trulygadgets replies: "Like all high-end audiophile gear out there, the M2Tech HiFace DAC isn't cheap at $295, but it is a fair price for what you are getting. The components are top-notch, and there simply isn't a more capable DAC this size.".

[Italiano]

Ho piacere di attrarre l'attenzione dei miei lettori su due recenti recensioni dell'hiFace DAC. Una è su Earmass (http://earmass.com/2013/07/05/m2tech-hiface-dac-bring-good-musics-everywhere/), con un titolo assolutamente perfetto (M2Tech porta la musica ovunque).
L'altra è su Trulygadgets (http://www.trulygadgets.com/4670/gadgets/m2tech-making-music/). Entrambe evidenziano la qualità sonora incredibilmente elevate per un DAC così piccolo ed economico.
Su, recensore di Earmass, dice che "l'hiFace [DAC] è veramente grande nel'essere ciò per cui è stato progettato: un DAC portatile che potete portare con voi insieme al vostro laptop o netbook."
L'anonimo recensore di Trulygadgets replica: "Come tutti gli apparecchi high-end in circolazione, l'hiFace DAC della M2Tech non è economico (costa in USA 295$), ma il suo è un prezzo giusto per ciò che vi da in cambio. La componentistica è di altissimo livello e non esiste alcun DAC che faccia meglio di lui con queste dimensioni."

martedì 9 luglio 2013

The hiFace DAC: What It Is and What It's Not - L'hiFace DAC: Cosa E' e Cosa Non E'

[English]

Some confusion has risen around the new hiFace DAC. Maybe due to the small size, recalling some competitors’ similar products with different features, and an unfortunate sentence in the introducing text on our website, immediately mirrored on many other specialized websites, people often don’t really get the real essence of the hiFace DAC. A few words are thus worth to dissipate any doubt.

The hiFace DAC IS a digital-to-analog converter to be used with a computer as digital source.

The hiFace DAC IS a high quality, line level output DAC to be hooked to preamps and amplifiers.

The hiFace DAC IS a cost-effective solution for budget-sensitive systems aimed at very good final results.

The hiFace DAC IS USB Audio Class 2.0 compatible. Thus, it needs NO DRIVERS under OSX and Linux.

The hiFace DAC CAN be hooked to an iPad (via the Camera Kit) or almost any Android tablet. However, some products (like the new iPad mini) haven’t sufficient current to power it. So, please do a test by your dealer before purchasing the hiFace DAC if hooking it to your tablet is your desire.

The hiFace has been designed mainly to be used as a classical desktop DAC. However, it MAY driver a headphones, provided its impedance is medium or high (say, more than 32 Ohms) AND its sensitivity is not too low. If one of these requirements are not met, you’ll get insufficient SPL and/or bad sound.

The hiFace DAC is NOT a headphones DAC. It may NOT correctly drive any headphones. If you have an Audez’e or a HiFiMan, then you need a dedicated headphones amplifier or another kind of DAC.

The hiFace DAC is NOT a cheap product. It’s been designed to deliver the best sound quality possible to a preamp or an amplifier for its price. This implies that it sounds better than many more expensive competitors. Do one thing only and do it well…

[Italiano]

Si è create un po’ di confusione attorno all’hiFace DAC. Forse a causa delle sue ridotte dimensioni, che richiamano alcuni prodotti della concorrenza con differenti caratteristiche funzionali, e di una frase poco felice nel testo di presentazione sul nostro sito web, subito ripresa da molti altri siti tematici, spesso gli appassionati non colgono appieno l’essenza dell’hiFace DAC. Vale dunque la pena spendere due parole per dissipare ogni dubbio.

L’hiFace DAC E’ un convertitore digitale/analogico da usare con un computer in qualità di sorgente digitale.

L’hiFace DAC E’ un DAC con uscita linea di alta qualità che deve essere collegato ad un preamplificatore o ad un amplificatore.

L’hiFace DAC E’ una soluzione economicamente conveniente per impianti dal budget limitato che puntino a risultati sonori di eccellenza.

L’hiFace DAC E’ compatibile USB Audio Class 2.0. Dunque, NON richiede driver sotto OSX e Linux.

L’hiFace DAC PUO’ essere collegato ad un iPad (con il Camera Kit) o alla maggior parte dei tablet Android. Comunque, alcuni prodotti (come il nuovo iPad Mini) non erogano sufficiente corrente per alimentarlo. Per cui, consigliamo di fare una prova presso il vostro rivenditore prima dell’acquisto, se il vostro obiettivo è collegare l’hiFace DAC al vostro tablet.

L’hiFace DAC è stato progettato principalmente per essere usato come un classico DAC da tavolo. Comunque, PUO’ pilotare delle cuffie, purché abbiano un’impedenza non troppo bassa (diciamo, più di 32 Ohm) ed una sensibilità non troppo bassa. Se uno di questi requisiti manca, si otterrà una pressione sonora insufficiente e/o un suono di scarsa qualità.

L’hiFace DAC NON è un DAC per cuffie. NON è in grado di pilotare adeguatamente qualsiasi cuffia. Se possedete una Audez’e o una HiFiMan, allora dovete munirvi di un amplificatore per cuffia dedicato o rivolgervi ad un altro prodotto.

L’hiFace DAC NON è un prodotto economico. E’ stato progettato per fornire la massima qualità sonora ad un preamplificatore o un amplificatore in rapporto al suo prezzo. Questo implica che suona meglio di molti suoi concorrenti più costosi. Fai una sola cosa, ma falla bene…

venerdì 5 luglio 2013

CanJam Europe 2013!



[English]

Essen (Germany) will host the greatest european event devoted to headphones and headphones amplifiers. CanJam Europe will be September 21 and 22. If you love headphones, don't miss it!

M2Tech will also exhibit with a new, exciting product.

For more information, www.CanJam.de.


[Italiano]

La cittadina tedesca di Essen ospiterà il più grande evento europeo dedicato alle cuffie e agli amplificatori per cuffia.. Il CanJam Europe si terrà il 21 ed il 22 Settembre. Se siete amanti delle cuffie, non potete mancare!

Anche M2Tech sarà presente, per presentare un nuovo, eccitante prodotto.

Per maggiori informazioni, www.CanJam.de.

mercoledì 26 giugno 2013

Customers' Attitude to Purchase and Its Reflections on HiFi Companies Business - La Propensione dei Clienti all'Acquisto ed i Risvolti sul Business delle Aziende HiFi

[English]

HiFi customers are generally not educated buyers. During 80's and 90's they were compulsive buyers, changing equipment every few months and generating a warehouse rotation for dealers which led to huge used equipment stocks in shops. This, in turn, forced dealers to propose huge discounts on MSRP's to disencourage used equipment return, which created a bad habit amongst customers.

Sons of this scenario are customers from last decade, who pretended large discounts for each new purchase and went to Internet to find better prices, with no regard to the sales and after-sales service offered by expert dealers. As a consequence, many dealers closed or went to the 'net themselves, canceling any kind of support which was previously offered and paid by customers in the right price for each piece of equipment.

Purchasing at lower price on the 'net pays back in the short term, but revelas itself a boomerang in the medium and long term, when no warranty support is granted and often goods cannot be returned after listening to them in own system with unsatisfactory results. Even though international laws impose dealers to take back sold goods within at worst 7 days after delivery to the customer, few buyers now that or apply the rule and abandon HiFi for discontent, to turn their attention to other hobbies.

So we come to the present days and the global crisis: we're facing a small market mostly made of afraid customers who often don't know where to buy (no delaers in their area) and want to be sure that the unit they will eventually buy is the right one for them. Very often, also due to the technical development, they refrain to buy a certain unit, waiting for the next one. Of course this also applies to the latter, so they actually stop buying.

This is a real danger for HiFi companies, as they are already seeing their income reduced by the crisis and must accelerate their technical development pace in order to keep their competitivity. Small companies cannot afford the cost for that and either close or move to other markets, leading to a waste of "biodiversity" in HiFi world.

Is there a recipe to cure this uncomfortable situation? Not easy to say. For sure, companies should be very careful in keeping prices close to their MSRP all around the world and in both classic and on-line stores. Then, more attention to products' quality is necessary, to improve their commercial life and make buyers feel sure about the value of their purchase in time. As an example taken from another market, think about japanese bikes and BMW bikes: the formers lose value very quickly as every year a new model is released, while the latters keep well against the time and one can still sell a used R100 from eighties at a very high value.

[Italiano]

I clienti HiFi non sono in genere clienti commericalmente educati. Durante gli anni '80 e '90 erano compratori compulsivi che cambiavano i loro apparecchi HiFi ogni pochi mesi e riempivano i magazzini dei negozi di apparecchi usati. Questo ha obbligato i negozianti a offrire forti sconti sui prezzi consigliati al pubblico per scoraggiare l'offerta di usato, cosa che ha creato una pessima abitudine tra i clienti.

Figli di questo scenario sono gli acquirenti dello scorso decennio, che si sono abituati a pretendere sempre un forte sconto per ogni acquisto e sono poi andati su Internet per trovare offerte più a buon mercato, senza curarsi del rispetto del diritto di garanzia e del supporto durante e dopo la vendita offerto dai rivenditori esperti. Di consenguenza, molti rivenditori hanno chiuso o sono andati a loro volta su Internet, eliminando qualunque genere di supporto precedentemente offerto e pagato dai clienti nel giusto prezzo pagato per ciascun apparecchio.

Comprare a basso prezzo su Internet conviene nell'immediato, ma si rivela un boomerang nel medio e lungo termine, quando manca il rispetto della garanzia e spesso non è possibile restituire gli apparecchi acquistati e provati nel proprio impianto con risultati insoddisfacenti. Anche se le leggi internazionali impongono ai venditori di ritirare un prodotto venduto e restituito almeno entro 7 giorni dalla consegna, pochi acquirenti sono al corrente di queste norme e ancor meno ne pretendono l'attuazione e abbandonano l'HiFi per lo scontento, dirigento la loro attenzione ad altri hobby.

Arriviamo dunque al giorno d'oggi e alla crisi globale: ci troviamo di fronte ad un piccolo mercato composto principalmente da clienti impauriti che spesso non sanno dove comprare (nessun rivenditore nella propria area) e vogliono essere sicuri che l'apparecchio che eventualmente compreranno sia quello giusto per loro. Molto spesso, anche a causa del rapido progresso tecnologico, evitano di acquistare un certo apparecchio perché aspettano il modello successivo. Ovviamente, la cosa si ripete con quest'ultimo ed in effetti i clienti smettono si comprare.

Questo è un vero pericolo per le aziende HiFi, perché stanno già soffrendo una riduzione del fatturato a causa della crisi e sono costrette ad accelerare il ritmo dello sviluppo tecnologico per rimenere competitive. Le piccole aziende non possono permettersi il costo di questa "accelerazione" e chiudono o si rivolgono ad altri mercati, con conseguente riduzione della "biodiversità" del mercato.

Esiste una ricetta per curare questa spiacevole situazione? Difficile dirlo. Di sicuro, i costruttori dovrebbero sforzarsi di mantenere gli stessi prezzi al pubblico in tutto il mondo, sia nei negozi classici che in quelli on-line. Inoltre, bisogna prestare più attenzione alla qualità e longevità dei prodotti, per rassicurare i clienti riguardo alla tenuta nel tempo del valore del loro acquisto. Un esempio preso in prestito dal mondo delle moto è il raffronto tra le moto giapponesi e le BMW: le prime si deprezzano molto in fretta perché ogni anno esce un modello nuovo, le seconde mantengono molto bene il valore nel mercato dell'usato ed è possibile vendere una R100 degli anni '80 ad un ottimo prezzo.

sabato 22 giugno 2013

Another Positive Vaughan Review - Un'Altra Recensione Positiva per il Vaughan

[English]

The June issue of the italian hifi magazine Audioreview (now in newsstands) sports a very positive review of the Vaughan by Marco Benedetti and Walter Gentilucci. The latter, in charge for measures, is quite clearly impressed by the instrumental performance offered by the Vaughan, particularly on the USB input, with an impressive 125dB dynamic range.

On his hand, Marco Benedetti, famous analog lover, claims that the sonic performance of our flagship DAC are very close to those of MSB Analog DAC, a machine costing at least twice the Vaughan, and very enthrilling. A great result for our company!

We'll put the scan of the article on line next Monday, if you're interested in reading it (in italian, of course) please look at Vaughan product page on M2Tech website.

[Italiano]

Il numero di Giugno di Audioreview (ora in edicola) contiene una recensione molto positiva del Vaughan a cura di Marco Benedetti e Walter Gentilucci. Quest'ultimo, incaricato delle misure, è molto impressionato dalle prestazioni strumentali offerte dal Vaughan, in particolare sull'ingresso USB, con una notevole gamma dinamica di 125dB.

Dal canto suo, Marco Benedetti, noto amante dell'analogico, afferma che le prestazioni sonore del nostro DAC portabandiera sono molto vicine a quelle dell'Analog DAC della MSB, una macchina che costa almeno il doppio del Vaughan, e molto coinvolgenti. Un grande risultato per la nostra azienda!

Metteremo in linea la scansione dell'articolo Lunedì prossimo, se siete interessati a leggerla e non riuscite a reperire Audioreview in edicola, consultate la pagina del sito M2Tech dedicata al Vaughan.

venerdì 21 giugno 2013

High resolution sound on an Android Tablet? Yes we can! - Suono ad alta risoluzione su un tablet Android? Si può fare!

[English]

We recently did some experiments with an Asus Nexus 7 tablet using Android and some of M2Tech products. Thanks to an app called USB Audio Recorder Pro which, as the name suggests, is mainly a recorder but also offers some playback features, our engineer Pietro succeeded in playing back 192kHz tracks via both the hiFace Two and the hiFace DAC.

But what's more interesting is that, once a Joplin ADC was connected to the tablet, he was able to record up to 384kHz! This give more than a chance to people who want to make highest quality field recordings during concert or sessions: they only need a small and cheap tablet, a Joplin and a pair of microphones with a cheap phantom supply unit (ande, hopefully, a hiFace DAC to monitor the recording). Thanks to the excess gain available on the Joplin, no real mike preamp is necessary.

The special point is that no USB Audio Class 2.0 compliant driver was available on the tablet: the experiment succeeded thanks to a feature of the app: it includes a user space driver emulator, that is a piece of software which exclusively interfaces to the audio peripheral (this means that no other app can use this feature to in turn access the peripheral) without any need for kernel recompiling. This means that every tablet running Android 2.2, provided with a 2.0 USB port, can use hiFace Two, hiFace DAC and Joplin.

The app can be found on www.audio-evolution.com. It's not free, but I think that 5.49€ may be worth the pain (I have no interest in the company selling the product, nor am I paid to advertise the product).

[Italiano]

Abbiamo recentemente effettuato alcuni esperimenti con un tablet Asus Nexus 7 con Android e alcuni prodotti M2Tech. Grazie ad una app chiamata USB Audio Recorder Pro che, come suggerisce il nome, è principalmente un registratore ma offre anche alcune funzioni di player, il nostro ingegnere Pietro è stato in grado di riprodurre file a 192kHz sia attraverso la hiFace Two che l'hiFace DAC.

Ma la cosa più interessante è che, una volta collegato un Joplin ADC, egli è stato in grado di registrare a 384kHz! Ciò offre interessanti prospettive agli appassionati di registrazioni dal vivo in cerca della massima qualità: serve loro solo un economico tablet, un Joplin e due microfoni con un semplice alimentatore phantom (oltre, casomai, un hiFace DAC per monitorare la registrazione). Grazie all'elevato guadagno disponibile sul Joplin, non è necessario un vero e proprio preamplificatore microfonico.

L'aspetto più interessante dell'esperimento è che il tablet non aveva installato alcun driver per gli apparecchi ad esso collegato: faceva tutto l'app che include una parte di software che emula un driver in user space, accedendo in via esclusiva alla periferica audio. Questo significa che l'app può essere usata su qualunque tablet che usa Android 2.2, senza dover ricompilare il sistema operativo, purché il tablet abbia una porta USB 2.0.

Per maggiori informazioni sulla app, visitare www.audio-evolution.com. Non è gratuita, ma penso che 5,49€ possano valere la pena (ci tengo a precisare che non ho alcuna partecipazione nell'azienda che commercializza il prodotto, né vengo pagato per pubblicizzarlo).

giovedì 20 giugno 2013

Need for Speed: the High Resolution Affair

[English]

M2Tech has, since her birth, offered products featuring very high resolution: 192/24 on her USB-to-S/PDIF converters, 384/32 on almost all her DAC's and on the ADC. Somebody has claimed it was only marketing hype, that there's no real need for such high resolution and, moreover, most systems work best with lower resolution.

I've personally address the topic on a white paper ('High Resolution Audio: Is It Really Necessary') which you can easily find on the internet as it's been mirrored by many distributors and retailers. For me, one can live happily without high resolution, nevertheless the inherent advantages of it are obvious at first listening.

The point, maybe, is another: how high the resolution must be to fully encompass all the nuances and details in a music program? Some people, for  instance, claim that 384kHz and 32 bits are a large excess with regards to the real perception capabilities of most listeners: with a theoretical bandwidth of 192kHz and a resolution of 194dB, we're ridiculously over the well-know limits of the human ear, 20kHz and 120dB.

That's true. What many critics miss, IMHO, is that when choosing such excessive figures, we're not addressing the listener needs, rather than the equipment limits. I'll use an example with cars to better explain. Suppose you need a car to drive for 100km on a road with 90km/h limit. A car allowing a maximum speed of 100km/h with gas sufficient for 105km would suffice... Wrong! You'll use the car to its maximum performance during all the travel and will likely run out of gas before reaching your destination or damage the engine. Not only: a car made to reach a peak speed of 100km/h will probably be difficult to drive at that speed and rahter uncomfortable, as its tires and shock absorbers are tailored to a smoother usage.

What I mean is that lower resolution systems will behave more poorly than higher resolution systems even with musical material which has inherent resolution way lower than the maximum allowed by the systems themselves.

A system designed to handle 384/32 will play 176.4/24 files better than another system made to cope with 192/24 at best. Think about recent CD player designs: almost all of them use DAC's made for 192/24, even if a CD is made for 44.1/16 music programs. Designers are not forced to use such DAC's: every IC manufacturer still offers at least one 48/16 or 48/20 DAC. The fact is that 192/24 DAC's sound better than 48/20 ones.

On the other hand, one is free to enjoy any kind of sound: even today some people prefer to listen to 78rpm records instead of LP's, and there is a general agreement that LP's sound better than 78rpm's. But personal tastes of a few people are not enough, according to me, to define a general rule.

martedì 18 giugno 2013

Andrew Everard (What HiFi?) on hiFace DAC - Andrew Everard (What HiFi?) recensisce l'hiFace DAC

[English]

British journalist Andrew Everard (What HiFi? editor and also contributor for Gramophone) was the first to test the hiFace DAC right after the Munich High-End Show. You can read his review here: http://www.whathifi.com/blog/m2tech-hiface-dac-hands-on-review.
He was thrilled by the unexpected sound quality with regards to the hiFace DAC cost, enough to define hiFace DAC sound as 'fabulous'. Everard also suggests that the hiFace DAC is probably the most significant M2Tech product to date. We partially agree with him: how to forget the original hiFace? And the Young? Also, as a designer I always think that M2Tech most significant produt will be... next one!

[Italiano]

Il giornalista britannico Andrew Everard (collaboratore di Waht HiFi? e di Gramophone) è stato il primo a provare l'hiFace DAC subito dopo la fine della mostra di Monaco. Potete leggere la sua recensione (in inglese) qui: http://www.whathifi.com/blog/m2tech-hiface-dac-hands-on-review.
Everard è rimasto affascinato dalle prestazioni dell'hiFace DAC in rapporto al prezzo, tanto da definirne il suono "favoloso". Everard suggerisce anche che l'hiFace DAC sia probabilmente il prodotto più significativo mai presentato dalla M2Tech. Siamo d'accordo solo in parte con il giornalista: come dimenticare l'hiFace originale? E lo Young? Inoltre, in qualità di progettista, penso sempre che il miglior prodotto sia... il prossimo!

lunedì 17 giugno 2013

Keepin' Up Passion - Mantenere Viva la Passione

[English]

I've been recently interviewed by a kind italian gentleman who's moderator in some forums devoted to hi-fi: one is about headphones and related, the other is mainly about DIY. He also tested the hiFace DAC.

After answering to the questions, I thought about hifi and what's at its core: passion. As with all other hobbies, being them stamps collection or rapids riding, passion is at the root of it and passion must be kept alive if we want this enjoyable business to go on.

At first, I was very critic with forums: they're often more similar to soccer stadiums (at least in Italy) in which every and each discussion always degenerates to a fight and lawyers replace moderators. Too bad! A hobby is fun, not fight. There are other places to expel our inner rage: gyms, a boxe ring or a swimming pool.

As I say in the interview, I'm more a rugby fan than a soccer one: I like energic confrontation, but in full reverence for the other person.

Anyway, I must admit that forums are a real forge for passion: you can find real hifi lovers posting to them and the continuous practice of their hobby keeps heir passion alive. Even more: it burns it up. With this respect, Internet is giving a good help to hifi and this must be used by all hifi professionals to increase the widespread and appreciation of the good sound. Very carefully, of course!

If you're interested in the interview (in Italian), you can find a link to it, together with some comments, in this page: http://www.tforumhifi.com/t36940-intervista-all-ing-manunta-di-m2tech. Their review of the hiFace DAC (also in italian) can be found here, also together with comments: http://www.tforumhifi.com/t37053-recensione-hiface-dac?highlight=hiFace+DAC.

[Italiano]

Sono stato recentemente intervistato da un gentile signore italiano che modera alcuni forum dedicati all'hifi: uno specifico per le cuffie ed i relativi amplificatori, l'altro principalmente per il fai da te. Questo signore ha anche provato l'hiFace DAC.

Dopo aver risposto alle domande, ho riflettuto sull'hifi e su ciò che ne è alla base: la passione. Come per tutti gli altri hobby, che si tratti di collezionare francobolli o discendere le rapide di un fiume, la passione è alla base dell'hifi e deve essere costantemente mantenuta viva se si vuole che questo divertente business abbia lunga vita.

All'inizio ero molto critico riguardo ai forum: sono spesso più simili a curve di stadi calcistici che non a luoghi di incontro e confronto, ogni discussione degenera in scontro e gli avvocati si sostituiscono ai moderatori. Che peccato! Un hobby è divertimento, non scontro.Ci sono altri luoghi per scaricare la nostra rabbia interiore: una palestra, un ring o una piscina.

Come ho esposto nell'intervista, preferisco un approccio da tifoso di rugby: confronto energico, ma sempre nel pieno rispetto dell'interlocutore.

Comunque, devo ammettere che i forum sono un'autentica forgia di passione: potete trovare veri appassionati che contribuiscono con i loro post e la continua pratica del loro hobby mantiene viva la loro passione. Di più: la rinfocola. Da questo punto di vista, Internet sta dando un grande aiuto all'hifi e ciò dovrebbe essere sfruttato da tutti gli operatori del settore per aumentare la diffusione e l'apprezzamento del buon suono. Con grande attenzione, ovviamente!

Se siete interessati all'intervista, trovate un link ed alcuni commenti qui: http://www.tforumhifi.com/t36940-intervista-all-ing-manunta-di-m2tech. La recensione dell'hiFace DAC, sempre con i dovuti contributi dei membri del forum, è invece qui: http://www.tforumhifi.com/t37053-recensione-hiface-dac?highlight=hiFace+DAC.

A Brand New Start - Un Nuovo Inizio

[English]

I've been so busy these days that I couldn't find the time to update my blog. That's too bad, as the blog is a great way to communicate with customers and hifi enthusiasts. From now on, I'll do all my best to keep the blog updated on a daily basis. As usual, I'll try to post in both English and Italian.

I'll be glad should all my readers share the link to this blog with friends. I also suggest readers to register to have new posts notifications by e-mail.

I take the chance to announce the coming out of a lot of reviews on the new hiFace DAC. Our new little DAC is having a great success due to the great sound and value for money. In Italy, two reviews were published in May on Audio Review and Suono, and, more recently, a short review appeared two fridays ago on "Il Venerdi di Repubblica", a spinoff generalist weekly magazine from one of the most important italian newspaper.

You can find these reviews and many other (including some videos) on our website, in the product page for the hiFace DAC.

Have you already seen/tested the hiFace DAC? Do you like its orange color (Dutch friends can avoid answering: they must like it as orange is their national color ;-)? Please comment the post and give me your opinion!

[Italiano]

E' da tanto che non trovo il tempo per scrivere sul mio blog. Un vero peccato, perché il blog è un ottimo tramite per comunicare con i clienti e gli amanti dell'hi-fi in genere. Da ora in poi, farò del mio meglio per tenere il blog aggiornato su base giornaliera. Come al solito, cercherò di postare sia in inglese che in italiano.

Sarò lieto se i miei lettori vorranno condividere il link di questo blog con i loro amici. Suggerisco anche ai lettori di registrarsi per ricevere via e-mail le notifiche sui nuovi post.

Colgo l'occasione per annunciare l'uscita di molte nuove recensioni sull'hiFace DAC. In nostro nuovo piccolo DAC sta avendo un enorme successo, grazie al suo suono a al grande rapporto qualità/prezzo. In Italia sono uscite due recensioni a Maggio, su Suono e su Audio Review, mentre il Venerdi di Repubblica del 7 Giugno ha pubblicato una breve recensione a cura di Jaime d'Alessandro.

Potete trovare queste recensioni e molte altre sul nostro sito web, nella pagina-prodotto relativa all'hiFace DAC.

Avete già visto/provato l'hiFace DAC? Commentate il post e datemi il vostro parere!

domenica 21 aprile 2013

M2Tech at Munich High-End 2013 - M2Tech a Monaco High-End 2013

[English]

M2Tech will be exhibiting at Munich High-End 2013, May 9th-12th. This year, too, the exhibition will be held at the MOC. M2Tech will share a room with Sonic Studio and Manger with a very essential digital system based upon Mac/Amarra, Vaughan and Manger active speakers. Come and listen to it in atrium 4.2, room F211.

[Italiano]

M2Tech esporrà al Monaco High-End 2013, dall'8 al 12 Maggio. Anche quest'anno l'evento avrà luogo presso il MOC. M2Tech dividerà una sala con Sonic Studio e Manger, con un impianto minimalista basato su Mac/Amarra, Vaughan e diffusori attivi Manger. Venite ad ascoltarlo nell'atrio 4.2, stanza F211.

mercoledì 10 aprile 2013

Greece Likes M2Tech - Alla Grecia Piace M2Tech

[English]

It seems that Greece likes M2Tech products a lot. It may be the raving passion for M2Tech by our Greek distributor, it may be that M2Tech products meet Greek audiophiles needs... Either reasons, you can find two new Joplin reviews and one Vaughan review on our website. And they're all very positive reviews! Of course, they're in greek, so you will need a translator to get them into your language. But I think the contents are worth the pain: enjoy them!

[Italiano]

Pare che alla Grecia i prodotti M2Tech piacciano molto. Sarà forse per la grande passione con cui il nostro distributore greco promuove i prodotti M2Tech, sarà che i prodotti M2Tech incontrano i bisogni degli audiofili greci... Quale che sia la ragione, potete trovare due nuove recensioni del Joplin ed una del Vaughan sul nostro sito. E si tratta di ottime recensioni! Ovviamente sono in greco, per cui dovrete usare un traduttore per poterle leggere in italiano. Ma credo che i contenuti valgano la pena: godetevele!

domenica 7 aprile 2013

hiFace/Young/Vaughan and Squeezbox Touch - hiFace/Young/Vaughan e Squeezbox Touch

[English]

I've received a feedback from our Danish distributor about some users who got to connect the hiFace to their Squeezbox Touch. The process is quite not straightforward, as the hiFace (and Young and Vaughan which share the same base technology) are not USB 2.0 Audio Class compliant, thus it requires to recompile the Linux OS including the hiFace/Young/Vaughan driver and reinstall it into the Squeezbox. Not an easy task for non-programmers. Nevertheless, it may make sense for users who want to fully exploit the sonic potential of their Squeexbox by bpassing its digital output.
For more details, please go to:
 
[Italiano]
 
Ho ricevuto un feedback dal nostro distributore danese riguardo ad alcuni utenti che sono riusciti a collegare la hiFace al loro Squeezebox Touch. La procedura non è banale, in quanto la hiFace (ed anche lo Young ed il Vaughan che condividono la stessa tecnologia di base) non sono USB 2.0 Audio Class compatibili, per cui è necessario ricompilare il Linux includendo il driver per hiFace/Young/Vaughan e poi reinstallarlo sullo Squeezebox. Un lavoro non facile per non-programmatori. Ciò nonostante, la cosa potrebbe avere senso per chi desideri sfruttare tutte le potenzialità sonore del proprio Squeezebox bypassando l'uscita S/PDIF.

venerdì 22 marzo 2013

New great Vaughan reviews from Germany and Romania - Nuove, stupende recensioni sul Vaughan dalla Germania e dalla Romania

[English]

The Vaughan goes on collecting very positive reviews all around the world. This time two new reviews come from Germany (Audio magazine, http://www.m2tech.biz/public/pdf/aud_04_13_M2Tech.pdf) and from Romania (Soundnews, http://soundnews.ro/2013/03/18/m2tech-vaughan-review/). We're really proud for the great success the Vaughan is earning all around the world. It's a great achievement for a young company as M2Tech, and an indication of the very high sound quality level of our products.

[Italiano]

Il Vaughan continua a collezionare recensioni molto positive in tutto il mondo. Questa volta abbiamo due nuove recensioni dalla Germania (Audio, http://www.m2tech.biz/public/pdf/aud_04_13_M2Tech.pdf) e dalla Romania (Soundnews, http://soundnews.ro/2013/03/18/m2tech-vaughan-review/). Siamo veramente orgogliosi del grande successo che il Vaughan sta conquistando in tutto il mondo. E' un grande risultato per una giovane azienda come la M2Tech. non ché un segno dell'elevatissimo livello di qualità sonora offerto dai nostri prodotti.

lunedì 18 marzo 2013

The new approach to the music market: will majors ever understand it? - Il nuovo approccio al mercato della musica: riusciranno le major a farlo proprio?

[English]

Yesterday I searched the 'net for the new Steve Hackett's album, Genesis Revisited II. I wanted to download the music if possible. So I ran into Steve Hackett's website which is a real on-line shop: records, downloads, apparel, gadgets, concert tickets...
This is, in my opinion, an example of how the music biz should work today: in a time in which music can be "stolen" very easily, artists must find other ways to live from their music: concerts, memorabilia, public image rights from TV and radio... No way to get money from the music itself. It's like going back more than one century: before the invention of radio and discs, artists were paid to play live to audiences. Mozart (his father, actually) become rich wandering through Europe to give concerts in front of kings and princes. Now the audience is much larger and so are the opportunities for artists.
This is a concept most majors seem not able to understand: they still pretend to get money from CD's, DVD, SACD's, Blu-Rays... The major which will turn itself into a service provider for artists, organizing concerts and dealing with TV's and radios for public appearance of its artists will stay on the market, the others are going to die. It's breaking news that HMV is quitting all her shops in UK: 'Nuff said...
BTW: I finally purchased and downloaded the studio master FLAC's: 12 Pounds for two hours and half of great music @ 88.2/24: hi-rez is out there.

[Italiano]

Ieri navigavo in Internet alla ricerca dell'ultimo album di Steve Hackett, Genesis Revisited II. Volevo scaricare la musica se possibile. Sono dunque arrivato al sito web di Steve Hackett, un vero negozio on-line: dischi, download, abbigliamento, gadget, biglietti per i suoi concerti...
Questo è, secondo me, un esempio di come dovrebbe funzionare oggi il business della musica: in tempi in cui la musica può essere "rubata" molto facilmente, gli artisti devono trovare nuovi modi per vivere della loro arte: concerti, memorabilia, diritti pubblici in radio e in TV... Non c'è più modo per guadagnare dalla musica in sé. Sembra di tornare indietro di più di un secolo: quando la radio ed il fonografo non erano ancora stati inventai, i musicisti erano pagati per esibirsi dal vivo. Mozart (suo padre, in effetti) divenne ricco vagando per l'Europa esibendosi davanti a re e principi. Oggi il pubblic o è enormemente più vasto, così come le opportunità per gli artisti.
E' un concetto che la maggior parte delle grandi case discografiche sembrano non riuscire a comprendere: cercano ancora di guadagnare dalla vendita di CD, DVD, SACD, Blu-ray... La major che si trasformerà in un fornitore di servizi per gli artisti, organizzando i loro concerti e gestendo la loro immagine pubblica, rimarrà sul mercato, le altre sono destinate a soccombere. E' notizia recentissima che HMV stia chiudendo tutti i negozi in Gran Bretagna: servono altri indizi?
A proposito: alla fine ho comprato e scaricato i FLAC in versione studio master: dodici Sterline per due ore e mezza di ottima musica a 88.2/24: l'alta risoluzione è a portata di mano.

domenica 17 marzo 2013

Joplin and Young as complete recording/playback station: a feedback from a user - Joplin e Young come stazione completa di registrazione/riproduzione: il resoconto di un utente

[English]

I'd like to share with you this e-mail from a user from USA who owns both Joplin and Young and uses them to rip and reproduce vinyl:
"Marco,
 After three months of The Young and The Joplin, I thought I would let you know how I operate your products.  Today I recorded a Mobile Fidelity Sound Lab recording of Santana's first album.  (I bought my first copy in the Winter of 1970.)  I recorded it at 384 kHz/24-bit in Samplitude.  I then moved it to my NAS server where I linked the individual tracks in a progrlam called Music Collector.  Music Collector is the database that contains a listing of much of my music. I have enclosed a screen shot of what Music Collector looks like when I selected the MSFL vinyl version of Santana 1.  The white triangles are where you can click to get either the whole album (top where I labled START) or individual tracks on the left to play in JRiver,  The next screen  shot is of JRiver Media Center.   I use WASAPI - Event Style.  Regular WASAPI does not work for me at all.  Kernal Streaming works but it has buffering issues which causes it to stop and then restart.  The techs at JRiver said to output at the highest bit rate that your DAC can handle so I set JRiver to 32-bit and I think it does make a big difference to play back any music to The Yound at 32-bits."
If you have similar experiences you want to share, please comment this post or contact me at m.manunta@m2tech.biz.
 




[Italiano]
 
Vorrei condividere con voi un'interessante e-mail inviatami da un utente americano che possiede sia il Joplin che lo Young, che usa come stazione integrata di ripping e playback per il suo vinile. Il testo originale è qui sopra, il sunto in italiano è: "utilizzo il Joplin con Samplitude per ripare il vinile a 384kHz/24bit (evidentemente Samplitude non permette l'acquisizione a 32 bit), poi realizzo un collegamento del materiale acquisito con Music Collector (album e singole tracce). Per riprodurre il materiale rippato uso JRiver won WASAPI in Event Style perché la modalità standard non pare funzionare. Il Kernel Streaming funziona ma prodoca delle interruzioni nel playback. Seguendo il consiglio dei creatori di JRiver, invio i dati allo Young nel formato a 32 bit: la differenza in effetti è notevole."
Le due immagini mostrano una schermata di Music Collector e di JRiver, rispettivamente.
Se avete esperienze simili che volete condividere, potete commentare questo post oppure contattarmi su m.manunta@m2tech.biz.

venerdì 15 marzo 2013

Vicenza Jazz: 10-18 Maggio 2013



XVIII Edizione
10-18 maggio 2013

“Nel fuoco dei Mari dell’Ovest: West Coast and the Spanish Tinge


COMUNICATO STAMPA

Oltre un centinaio di concerti che seguiranno le rotte del jazz lungo la West Coast statunitense e da lì continueranno verso i Caraibi e poi l’America Latina, come suggerisce il sottotitolo “Nel fuoco dei Mari dell’Ovest: West Coast and the Spanish Tinge”: questa è la diciottesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 10 al 18 maggio. Ma il programma di Vicenza Jazz 2013, predisposto dal direttore artistico Riccardo Brazzale, si preannuncia di tali dimensioni che, al fianco dei concerti strettamente in tema, molti altri forniranno una panoramica ad ampio raggio sul meglio della musica jazz internazionale. Percorsi tematici e libertà esplorativa dunque, per una navigazione a 360° nei mari del jazz odierno, non solo quelli dell’Ovest. Tra i grandi artisti che si ascolteranno a Vicenza Jazz: Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay, Al Di Meola, Gonzalo Rubalcaba, Gary Burton, Pharoah Sanders, Mike Stern, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi e tanti altri.
Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2013 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, in convenzione con la Società Groove per il Bar Borsa, quindi con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, il sostegno di alcuni importanti sponsor fra cui Veneto Banca e l’attiva collaborazione di Confcommercio Vicenza, oltre che dell’Orchestra del Teatro Olimpico e del Conservatorio Pedrollo di Vicenza.

Per ora definito solo parzialmente, il cartellone di Vicenza Jazz 2013 si arricchirà di numerosi altri appuntamenti sino a raggiungere le grandiose dimensioni delle sue ultime stagioni, con ben oltre un centinaio di concerti distribuiti nell’arco di nove giorni dai ritmi musicali frenetici. Una vera kermesse dai ritmi intensi dunque, capace di proposte musicali che non si ascolteranno altrove in Italia: Vicenza Jazz porterà nomi di grande prestigio internazionale, artisti di nicchia ma già di culto, oltre a innumerevoli concerti capaci di raccontare la musica improvvisata dai più vari punti di vista, dalle grandi produzioni orchestrali agli incontri cameristici di grandi star.
Tutto ciò coinvolgendo nella sua interezza la città di Vicenza, dalle sedi teatrali ufficiali (l’ammaliante sala palladiana del Teatro Olimpico e il Teatro Comunale) ai palazzi storici, dalle chiese ai locali notturni, oltre a numerosi luoghi all’aperto del centro cittadino.

Piazza dei Signori sarà poi anche quest’anno la sede della zona jazz club del festival: il Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa sarà infatti allestito nelle logge al piano terra della Basilica Palladiana. Il programma del Jazz Cafè (curato da Luca Berton) come sempre offrirà nomi capaci di suscitare meraviglia e curiosità, oltre a fornire al festival un prologo (9 maggio) e un epilogo (il 19): già annunciati il Balanescu Quartet (18 maggio), la Istanbul Session di Erik Truffaz e Ilhan Ershain (il 16), Jim Black con gli AlasNoAxis (il 15), il quartetto di Abraham Burton (il 14), I Rusconi (il 12), il quintetto di Simone Graziano con David Binney (il 9) e una serata con i più blasonati ‘rampolli’ del jazz italiano: Enrico Zanisi in trio, Alessandro Paternesi in quintetto e Alessandro Lanzoni in trio (il 10).

I concerti in prima serata nei teatri, che costituiscono la parte principale della programmazione di Vicenza Jazz, prenderanno il via nella maestosa cornice del Teatro Olimpico venerdì 10 maggio: nella stessa serata si potranno ascoltare gli “Zooid” del sassofonista chicagoano Henry Threadgill e, a seguire, il trio all stars che riunisce il sax di Bob Mintzer, la chitarra di John Abercrombie e il contrabbasso di Miroslav Vitous. Due band capaci di definire importanti linee tematiche: gli incontri cameristici tra grandi stelle del jazz internazionale da una parte e, dall’altra, proposte che ondeggiando sul crinale tra avanguardia e tradizione.

Quanto agli incontri all stars, sensazionale si preannuncia quello del tutto inedito tra il chitarrista superstar del jazz-rock Al Di Meola e il pianista campione del jazz latino Gonzalo Rubalcaba, che avverrà al Teatro Comunale (16 maggio).
Una specie di riunione tra giganti del jazz è anche il New Quartet del vibrafonista Gary Burton, del quale fanno parte artisti di spicco come Julian Lage (chitarra), Scott Colley (contrabbasso) e Antonio Sanchez (batteria): il 12 maggio al Teatro Olimpico.
Proseguendo negli incontri tra grandi solisti, troviamo i We Three, ovvero Dave Liebman (sax), Steve Swallow (basso elettrico) e Adam Nussbaum (batteria), che si esibiranno il 13 maggio al Teatro Comunale, in serata assieme al trio del pianista Enrico Pieranunzi, portavoce del jazz italiano tra i più autorevoli a livello internazionale.
Un’altra band che riunisce forti personalità è il quartetto co-diretto dal chitarrista Mike Stern e il sassofonista Bill Evans, con Dave Weckl alla batteria e Tom Kennedy al basso: jazz e rock ad altissimo tasso esplosivo in arrivo il 17 maggio al Comunale.

Un nome dal suono quasi mitico, il sassofonista Pharoah Sanders, icona assoluta del free jazz degli anni Sessanta (quando apparve sulla scena accanto a John Coltrane) e oggi musicista di abbagliante intensità espressiva che ha trovato il punto di saldatura tra il ‘grido’ del jazz più avanzato e l’eloquenza del mainstream, sarà il grande trait d’union tra avanguardia storica e attualità jazzistica. Lo si potrà ascoltare col suo quartetto il 14 maggio al Teatro Comunale, in una serata che vedrà esibirsi anche il duo formato dal trombonista Gianluca Petrella e il pianista Giovanni Guidi.

Vicenza Jazz 2013 offrirà poi una serie di concerti dal contenuto davvero d’eccezione. Ne è magniloquente esempio la serata del 15 maggio al Teatro Olimpico, quando l’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Giuseppe Acquaviva accompagnerà due solisti di inestimabile valore: Enrico Pieranunzi (che interpreterà con taglio tra il classico e il jazzistico musiche di Johann Sebastian Bach e Baldassare Galuppi) e il chitarrista spagnolo Pedro Javier González (che eseguirà il Concierto de Aranjuez di Joaquín Rodrigo). Entrambi i musicisti si esibiranno anche in solo.
Una novità è il quintetto “L.A. Flashback” che il trombettista Enrico Rava ha pensato appositamente per riproporre la storica musica anni Cinquanta della West Coast: lo si ascolterà al Teatro Olimpico il 18 maggio.
Sabato 11 maggio è la data prescelta per il grande concerto gratuito in Piazza dei Signori, appuntamento che negli ultimi anni ha attratto folle di spettatori sempre più vaste davanti al palco del festival. Quest’anno, protagonista del grande evento live all’aperto con ingresso gratuito sarà un gruppo epocale della musica funk: gli Earth Wind & Fire Experience, guidati dalla presenza carismatica del chitarrista Al McKay.
Unico nel suo genere è poi il concerto del violoncellista olandese Ernst Reijseger, che assieme al pianista Harmen Fraanje e alle voci dei Cuncordu e Tenore de Orosei eseguirà The Face of God, ovvero le musiche da lui composte per i film di Werner Herzog alternate a canti sacri della tradizione sarda: l’appuntamento è al Cimitero Maggiore, il 17 maggio a mezzanotte.

Non mancheranno poi le attività alternative rispetto ai concerti: incontri con poeti, seminari e masterclass con artisti.


PROGRAMMA


Giovedì 9 maggio (prologo)Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
Simone Graziano Quintet feat. David Binney
David Binney (sax, live electronics), Dan Kinzelman (sax, clarinetto),
Simone Graziano (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso),
Stefano Tamborrino (batteria)

Venerdì 10 maggio

Teatro Olimpico, ore 21
Henry Threadgill & Zooid Henry Threadgill (sax, flauti), Jose Davila (trombone, tuba), Liberty Ellman (chitarra), Elliot Kavee (batteria), Christopher Hoffman (violocello)
Trio Bob Mintzer - John Abercrombie - Miroslav Vitous
Bob Mintzer (sax), John Abercrombie (chitarra), Miroslav Vitous (contrabbasso)

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
Enrico Zanisi Trio
Enrico Zanisi (pianoforte), Francesco Ponticelli (contrabbasso),
Alessandro Paternesi (batteria)
Alessandro Paternesi Quintet
Alessandro Paternesi (batteria), Simone La Maida (sax),
Francesco Diodati (chitarra elettrica), Enrico Zanisi (pianoforte),
Gabriele Evangelista (contrabbasso)

Alessandro Lanzoni Trio

Alessandro Lanzoni (pianoforte), Matteo Bortone (contrabbasso), Enrico Morello (batteria)

Sabato 11 maggio

Piazza dei Signori, ore 21
Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay
Al McKay (chitarra), Michael Harris (tromba),
Tim Owens, Claude Woods, Devere Duckett (voce), Ben Dowling (tastiere),
Freddie Flewelen (basso elettrico), Dean Gant (tastiere), Aaron Haggerty (batteria),
David Leach (percussioni), Stephen Reid (tromba), Justin Kirk (trombone), Ed Wynne (sax)

Domenica 12 maggio

Teatro Olimpico, ore 21
The New Gary Burton Quartet
Gary Burton (vibrafono), Julian Lage (chitarra),
Scott Colley (contrabbasso), Antonio Sanchez (batteria)

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
I Rusconi
Stefan Rusconi (pianoforte), Fabian Gisler (contrabbasso), Claudio Strueby (batteria)

Lunedì 13 maggio
Teatro Comunale di Vicenza, ore 21
Enrico Pieranunzi Trio
Enrico Pieranunzi (pianoforte), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria)
We Three
Dave Liebman (sax), Steve Swallow (basso elettrico), Adam Nussbaum (batteria)

Martedì 14 maggio

Teatro Comunale di Vicenza, ore 21

Gianluca Petrella & Giovanni Guidi “Soupstar”

Gianluca Petrella (trombone), Giovanni Guidi (pianoforte)
Pharoah Sanders Quartet “The Creator has a Master Plan”
Pharoah Sanders (sax), William Henderson (pianoforte), Oliver Hayhurst (contrabbasso), Gene Calderazzo (batteria)

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22

Abraham Burton Quartet

Abraham Burton (sax), Anthony Wonsey (pianoforte),
Dezron Douglas (contrabbasso), Eric McPherson (batteria)

Mercoledì 15 maggio

Teatro Olimpico, ore 21
Orchestra del Teatro Olimpico
dir. Giuseppe Acquaviva
con Enrico Pieranunzi (pianoforte): musiche di Bach e Galuppi
e Pedro Javier González (chitarra): Concierto de Aranjuez di Rodrigo

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
Jim Black & AlasNoAxis
Chris Speed (sax tenore, clarinetto), Hilmar Jensson (chitarra),
Skuli Sverrisson (basso elettrico), Jim Black (batteria)

Giovedì 16 maggio

Teatro Comunale di Vicenza, ore 21
Al Di Meola & Gonzalo Rubalcaba
Al Di Meola (chitarra), Gonzalo Rubalcaba (pianoforte)

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
Istanbul Session
Ilhan Ershain (sax), Erik Truffaz (tromba),
Alp Ersonmez (basso), Izzet Kizil (percussioni), Turgut Alp Bekoglu (batteria)

Venerdì 17 maggio

Teatro Comunale di Vicenza, ore 21
Mike Stern/Bill Evans Band feat. Tom Kennedy e Dave Weckl
Mike Stern (chitarra), Bill Evans (sax), Tom Kennedy (basso elettrico), Dave Weckl (batteria)

Cimitero Maggiore, ore 24
Ernst Reijseger
“The Face of God”
Ernst Reijseger (violoncello), Harmen Fraanje (pianoforte, organo)
Cuncordu e Tenore de Orosei: Massimo Roych (voche), Mario Siotto (bassu),
Gian Nicola Appeddu (contra), Piero Pala (mesuvoche), Tonino Carta (voche)

Sabato 18 maggio

Teatro Olimpico, ore 21
Enrico Rava Quintet
“L.A. Flashback”
Enrico Rava (tromba), Dino Piana (trombone), Julian Oliver Mazzariello (piano),
Dario Deidda (contrabbasso), Amedeo Ariano (batteria)

Jazz Cafè Trivellato Bar Borsa, ore 22
Balanescu Quartet
Alexander Balanescu (violino), James Shenton (violino),
Kathryn Wilkinson (viola), Nicholas Holland (violoncello)


* * *

Informazioni:
Assessorato alla Cultura – Ufficio Festival
Palazzo del Territorio, Levà degli Angeli, 11 Vicenza
Tel.: 0444 221541 – 0444 222101
Fax: 0444 222155
e-mail: info@vicenzajazz.org
e-mail: vicenzajazz@comune.vicenza.it
web: www.vicenzajazz.org

Direzione artistica: Riccardo Brazzale

Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217  e-mail: dancecchini@hotmail.com

BIGLIETTI E PREVENDITE
intero: 25 euro + d.p.
ridotto*: 20 euro + d.p
per i concerti di:
domenica 12 maggio, Teatro Olimpico: The New Gary Burton Quartet
giovedì 16 maggio, Teatro Comunale: Al Di Meola & Gonzalo Rubalcaba
venerdì 17 maggio, Teatro Comunale: Mike Stern/Bill Evans Band
sabato 18 maggio, Teatro Olimpico: Enrico Rava Quintet
___________________

intero: 20 euro + d.p.
ridotto*: 15 euro + d.p.

per i concerti di:
venerdì 10 maggio, Teatro Olimpico: Henry Threadgill / Trio Mintzer-Abercrombie-Vitous
lunedì 13 maggio, Teatro Comunale: Enrico Pieranunzi Trio / We Three
martedì 14 maggio, Teatro Comunale: Gianluca Petrella & Giovanni Guidi / Pharoah Sanders
mercoledì 15 maggio, Teatro Olimpico: Orchestra del Teatro Olimpico, dir. Giuseppe Acquaviva, con Enrico Pieranunzi e Pedro Javier González

*ridotto valido per giovani fino ai 30 anni, over 65, associazioni culturali musicali, Touring Club Italiano, dipendenti Comune di Vicenza, dipendenti AIM

ABBONAMENTI
(acquistabili solo presso la biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza)

ABBONAMENTO A TUTTI I CONCERTI AL TEATRO OLIMPICO
intero: 70 euro
ridotto*: 55 euro

ABBONAMENTO A TUTTI I CONCERTI AL TEATRO COMUNALE
intero: 70 euro
ridotto*: 55 euro

ABBONAMENTO A TUTTI GLI SPETTACOLI (Teatro Comunale + Teatro Olimpico)
intero: 130 euro
ridotto*: 100 euro
PREVENDITE dal 5 marzo
- biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza
viale Mazzini, 39 Vicenza - tel. 0444 324442 - biglietteria@tcvi.it
dal martedì al sabato dalle 15:30 alle 18:30
il martedì, mercoledì, giovedì anche dalle 10:30 alle 13:00
- on line: www.tcvi.it
- sportelli della Banca Popolare di Vicenza
Giorno dello spettacolo: alla biglietteria del teatro da un'ora prima dell'inizio della rappresentazione (senza diritto di prevendita)

PREZZI CONCERTI JAZZ CAFÈ TRIVELLATO BAR BORSA:
tutte le sere: 5 euro (consumazioni non comprese)
non è prevista la prevendita

INGRESSO LIBERO
- concerto degli Earth, Wind & Fire Experience (11 maggio, Piazza dei Signori),