mercoledì 26 giugno 2013

Customers' Attitude to Purchase and Its Reflections on HiFi Companies Business - La Propensione dei Clienti all'Acquisto ed i Risvolti sul Business delle Aziende HiFi

[English]

HiFi customers are generally not educated buyers. During 80's and 90's they were compulsive buyers, changing equipment every few months and generating a warehouse rotation for dealers which led to huge used equipment stocks in shops. This, in turn, forced dealers to propose huge discounts on MSRP's to disencourage used equipment return, which created a bad habit amongst customers.

Sons of this scenario are customers from last decade, who pretended large discounts for each new purchase and went to Internet to find better prices, with no regard to the sales and after-sales service offered by expert dealers. As a consequence, many dealers closed or went to the 'net themselves, canceling any kind of support which was previously offered and paid by customers in the right price for each piece of equipment.

Purchasing at lower price on the 'net pays back in the short term, but revelas itself a boomerang in the medium and long term, when no warranty support is granted and often goods cannot be returned after listening to them in own system with unsatisfactory results. Even though international laws impose dealers to take back sold goods within at worst 7 days after delivery to the customer, few buyers now that or apply the rule and abandon HiFi for discontent, to turn their attention to other hobbies.

So we come to the present days and the global crisis: we're facing a small market mostly made of afraid customers who often don't know where to buy (no delaers in their area) and want to be sure that the unit they will eventually buy is the right one for them. Very often, also due to the technical development, they refrain to buy a certain unit, waiting for the next one. Of course this also applies to the latter, so they actually stop buying.

This is a real danger for HiFi companies, as they are already seeing their income reduced by the crisis and must accelerate their technical development pace in order to keep their competitivity. Small companies cannot afford the cost for that and either close or move to other markets, leading to a waste of "biodiversity" in HiFi world.

Is there a recipe to cure this uncomfortable situation? Not easy to say. For sure, companies should be very careful in keeping prices close to their MSRP all around the world and in both classic and on-line stores. Then, more attention to products' quality is necessary, to improve their commercial life and make buyers feel sure about the value of their purchase in time. As an example taken from another market, think about japanese bikes and BMW bikes: the formers lose value very quickly as every year a new model is released, while the latters keep well against the time and one can still sell a used R100 from eighties at a very high value.

[Italiano]

I clienti HiFi non sono in genere clienti commericalmente educati. Durante gli anni '80 e '90 erano compratori compulsivi che cambiavano i loro apparecchi HiFi ogni pochi mesi e riempivano i magazzini dei negozi di apparecchi usati. Questo ha obbligato i negozianti a offrire forti sconti sui prezzi consigliati al pubblico per scoraggiare l'offerta di usato, cosa che ha creato una pessima abitudine tra i clienti.

Figli di questo scenario sono gli acquirenti dello scorso decennio, che si sono abituati a pretendere sempre un forte sconto per ogni acquisto e sono poi andati su Internet per trovare offerte più a buon mercato, senza curarsi del rispetto del diritto di garanzia e del supporto durante e dopo la vendita offerto dai rivenditori esperti. Di consenguenza, molti rivenditori hanno chiuso o sono andati a loro volta su Internet, eliminando qualunque genere di supporto precedentemente offerto e pagato dai clienti nel giusto prezzo pagato per ciascun apparecchio.

Comprare a basso prezzo su Internet conviene nell'immediato, ma si rivela un boomerang nel medio e lungo termine, quando manca il rispetto della garanzia e spesso non è possibile restituire gli apparecchi acquistati e provati nel proprio impianto con risultati insoddisfacenti. Anche se le leggi internazionali impongono ai venditori di ritirare un prodotto venduto e restituito almeno entro 7 giorni dalla consegna, pochi acquirenti sono al corrente di queste norme e ancor meno ne pretendono l'attuazione e abbandonano l'HiFi per lo scontento, dirigento la loro attenzione ad altri hobby.

Arriviamo dunque al giorno d'oggi e alla crisi globale: ci troviamo di fronte ad un piccolo mercato composto principalmente da clienti impauriti che spesso non sanno dove comprare (nessun rivenditore nella propria area) e vogliono essere sicuri che l'apparecchio che eventualmente compreranno sia quello giusto per loro. Molto spesso, anche a causa del rapido progresso tecnologico, evitano di acquistare un certo apparecchio perché aspettano il modello successivo. Ovviamente, la cosa si ripete con quest'ultimo ed in effetti i clienti smettono si comprare.

Questo è un vero pericolo per le aziende HiFi, perché stanno già soffrendo una riduzione del fatturato a causa della crisi e sono costrette ad accelerare il ritmo dello sviluppo tecnologico per rimenere competitive. Le piccole aziende non possono permettersi il costo di questa "accelerazione" e chiudono o si rivolgono ad altri mercati, con conseguente riduzione della "biodiversità" del mercato.

Esiste una ricetta per curare questa spiacevole situazione? Difficile dirlo. Di sicuro, i costruttori dovrebbero sforzarsi di mantenere gli stessi prezzi al pubblico in tutto il mondo, sia nei negozi classici che in quelli on-line. Inoltre, bisogna prestare più attenzione alla qualità e longevità dei prodotti, per rassicurare i clienti riguardo alla tenuta nel tempo del valore del loro acquisto. Un esempio preso in prestito dal mondo delle moto è il raffronto tra le moto giapponesi e le BMW: le prime si deprezzano molto in fretta perché ogni anno esce un modello nuovo, le seconde mantengono molto bene il valore nel mercato dell'usato ed è possibile vendere una R100 degli anni '80 ad un ottimo prezzo.

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